Relazione Conclusiva della Giuria

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“PREMIO CITTA’ DI VALEGGIO SUL MINCIO: VALORIZZAZIONE DI UN’ANTICA TERRA DI CONFINE E DI PASSAGGIO. 2010-2011
STUDIO E RECUPERO DI VILLA ZAMBONI”.

RELAZIONE CONCLUSIVA DELLA GIURIA

COMPOSIZIONE DELLA GIURIA

Prof. Mauro Bianconi responsabile Politecnico di Milano – Presidente

Arch. Giovanna Cortivo Ordine APPC di Vicenza
Arch. Nicola D’Onofrio responsabile LLPP Comune di Valeggio sul Mincio
Sig. Cesare Farinelli storico locale
Arch. Paola Ferrarin Associazione “La Quarta Luna”
Arch. Manuela Novellini Ordine APPC di Mantova

Arch. Maddalena Anselmi segretario

PUNTEGGI DI VALUTAZIONE: CRITERI DI GIUDIZIO

Nell’elaborazione delle proprie valutazioni, la giuria si è basata su quanto espresso all’art. 15, “Criteri di giudizio”:

  1. Qualità e completezza della proposta progettuale: fino a 30 punti
  2. Qualità della soluzione in termini di eco compatibilità: fino a 20 punti
  3. Capacità di inserimento nel contesto della proposta progettuale e di valorizzazione del sito: fino a 30 punti
  4. Sostenibilità economica della proposta progettuale: fino a 20 punti

Relativamente  ai concetti di QUALITA’ e di COMPLETEZZA, la giuria ha valutato il metodo ed il livello di approfondimento dei singoli aspetti che le definiscono, ed in particolare:

  • Valutazione della proposta progettuale di riqualificazione architettonica;
  • valutazione della proposta di riqualificazione funzionale-distributiva;
  • valutazione del rapporto esterno-interno (sistema giardino-villa) e nell’interazione con il contesto urbano e territoriale.

Relativamente al punto 1, che prevede fino a 30 punti, la giuria ha ritenuto di graduare il giudizio attribuendo fino a punti 20 per la qualità, e fino a punti 10 per la completezza.

PROGETTI PREMIATI

SEZIONE 1 – architetti e ingegneri, liberi professionisti, nonché laureati della facoltà di Lettere, corso di Laurea in Scienza dei Beni Culturali.

Considerate le valutazioni sui progetti espresse dalla Giuria e vista la graduatoria con i relativi punteggi ottenuti, si ritiene che non si sia raggiunto un livello minimo di qualità. La Giuria pertanto decide all’unanimità di assegnare il terzo premio ex equo ai due progetti che hanno ottenuto il maggior punteggio.

3 classificato ex equo

WZ680/1
capogruppo architetto Paola Ferri Roma
componente conservatore Emma Tagliacollo Roma
collaboratrice architetto Sara De Felici Roma

MOTIVAZIONE: La proposta progettuale è concentrata sui rapporti con il sito ed il contesto urbano, trattando in modo poco approfondito la riqualificazione architettonica del complesso.

MANGA6/1
capogruppo architetto Nicola Montini Faenza (RA)
componente architetto Alessandro Bucci Faenza (RA)
componente architetto Gian Luca Zoli Faenza (RA)
componente architetto Luca Landi Predappio (FC)

MOTIVAZIONE: La proposta presenta interessanti elementi formali e specificatamente nel rapporto dell’elemento costruito con la propria pertinenza, ma evidenzia lacune sull’ipotesi progettuale di ampliamento e sulle trattazioni relative all’ecocompatibilità.

SEZIONE 2 – studenti laureandi in specialistica iscritti alla facoltà di Architettura e Ingegneria, studenti laureandi in Lettere, corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali, neolaureati in Architettura e Ingegneria, non iscritti all’ordine di appartenenza.

1 classificato

VMA110/2
capogruppo dott. in architettura Alessandra Rampazzo Mirano (VE)
componente dott. in architettura Vittorio Celia Montebelluna (TV)
componente dott. in architettura Marcello Galiotto Arzignano (VI)

MOTIVAZIONE: La proposta progettuale risulta sviluppata in modo coerente con le richieste del bando. In particolare ha espresso con originalità la valorizzazione dell’edificio storico, sia relativamente alla nuova edificazione proposta, che per quanto attiene il complesso esistente. Interessanti i suggerimenti di destinazione funzionale, nonché l’applicazione di innovazioni tecnologiche in un contesto storico e urbano.

2 classificato

BM26T/2
capogruppo dott. in architettura Valentina Soriato Caldiero (VR)
componente dott. in architettura Giulia De Florio Treviso

MOTIVAZIONE: La proposta progettuale presenta spunti interessanti di recupero e di valorizzazione dell’edificio che si riscontra anche nello studio degli spazi esterni, in specifico nella gerarchizzazione  dei giardini.

3 classificato

ABXFS/2
capogruppo dott. in architettura Alessandra Bernardi Fontanelle (TV)
componente dott. in architettura Francesca Scomparin Preganziol (TV)

MOTIVAZIONE: La proposta di progetto suggerisce un interessante inserimento nel contesto urbano, non limitatamente alla città di Valeggio, ma estesa al sistema territoriale e morfologico lago-fiume-colline, pur non sviluppando tutte le potenzialità accennate nel progetto stesso, evidenziando, nel contempo, un’accurata analisi di sostenibilità.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

La giuria ha privilegiato come criterio principale nel suo lavoro di giudizio dei progetti presentati, il riconoscimento di quegli interventi volti al recupero e riqualificazione di villa Zamboni, quale bene storico appartenente alla cittadinanza di Valeggio sul Mincio.

Per quanto si ritenga importante l’aspetto economico nella tutela degli edifici storici, aspetto richiesto in questo bando, tuttavia non si può ritenere che sia il tema fondamentale per il concorso di idee proposto.

La mancanza di valorizzazione della villa come elemento importante nella città di Valeggio e nel suo contesto territoriale, e la circostanza che in molte proposte progettuali appaia come un semplice contenitore o un’appendice per una nuova costruzione, induce a porsi delle domande sul metodo di progettazione.

Una riflessione merita, inoltre, il constatare la diversità di approccio tra i neo laureati e i laureandi rispetto ai professionisti con maggiore esperienza. In questi ultimi si avverte come preponderante l’aspetto della sostenibilità economica, mettendo in secondo piano la valorizzazione della villa.

Il presente bando è stato sottoposto alla visione dell’Ordine degli APPC di Verona, che non ha rilevato né sottolineato aspetti non consoni, se non per minime osservazioni formali, che sono state puntualmente recepite nella stesura definitiva del bando stesso.

Per quanto riguarda il concetto di “qualità minima”, la Giuria ha analizzato e stilato una graduatoria che potesse definire i limiti di qualità, “adeguata o totale”. Si ritiene che comunque, in un concorso come quello di Valeggio sul Mincio, si debba raggiungere un minimo di requisito sia culturale che formale, e non si possa avvallare per nessun motivo la totale disconoscenza e mancanza di qualità.


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