Villa Zamboni: un corso universitario per studiarla e valorizzarla, per darle un futuro

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Il 21 marzo, primo giorno di primavera, villa Zamboni è stata invasa da una sessantina di studenti del Politecnico di Milano, sede staccata di Mantova, che hanno accettato l’invito dell’associazione “la quarta luna” a occuparsi della villa.

In seguito all’interessamento dell’architetto Manuela Novellini, vice presidente dell’associazione, due docenti di Restauro, le professoresse Floriana Petracco e Anna Maramotti (al centro e a sinistra nella foto, durante il sopralluogo di mercoledì 21 marzo), hanno impostato il loro corso semestrale sulla nostra villa.

Il programma prevede un rilievo puntuale anche dal punto di vista dei materiali e degli impianti. Contemporaneamente si svolgerà lo studio degli sviluppi storici della villa. Probabilmente le docenti coinvolgeranno anche l’università di Pavia per una diagnostica puntuale e scientifica riguardante i materiali sia costruttivi sia di finitura.

Durante questa prima giornata a Valeggio, le due docenti e gli studenti sono stati accompagnati nel sopralluogo da Cesare Farinelli, storico locale e membro del direttivo dell’associazione, che ha fornito i riferimenti storici per una corretta collocazione dell’edificio e del suo proprietario (Giuseppe Zamboni) nel contesto della storia di Valeggio.

Ogni quindici giorni, gli studenti si troveranno alla villa o nel palazzo comunale, a seconda siano impegnati nel rilievo o nello studio dei documenti d’archivio, mentre nel pomeriggio saranno accolti in una sala di una struttura pubblica per svolgere il seguito della lezione accademica.

Quello che colpisce è il grande entusiasmo e impegno sia delle docenti sia degli studenti.
Osservando la loro lezione pomeridiana del 5 aprile, riguardante l’analisi del lavoro svolto sull’edificio, si percepiva un interesse reale, con interventi riguardanti le scoperte sul campo che, speriamo, non mancheranno di affascinare anche i valeggiani.

Non ho potuto fare a meno di pensare che la villa, donata alla comunità da Giuseppe Zamboni afavore della gioventù del paese, “rischi” di essere salvata proprio dai giovani. Non mi riferisco solamente agli studenti dell’ateneo mantovano, ma anche ai vincitori del concorso promosso dall’associazione “la quarta luna” nel 2010/2011 che riguardava appunto villa Zamboni: sono, infatti, stati premiati i partecipanti più giovani perché meglio avevano interpretato il futuro della villa. Allo scopo di condividere con i nostri concittadini quanto si sta facendo a favore di questa costruzione storica finora dimenticata e abbandonata, speriamo di poter realizzare a breve una

pubblicazione non solo riguardante il materiale di studio, ma che includa anche le proposte vincitrici del concorso d’idee sulla villa.

Cosa ci aspettiamo da questi studi e dall’esito del concorso: innanzitutto che la villa abbia una nuova vita, anche grazie agli sforzi dei giovani professionisti. Infatti, la nostra associazione si sta occupando del futuro della villa da ormai tre anni e questa iniziativa è il logico proseguimento del convegno “percorsi di Architettura” e del concorso d’idee su villa Zamboni, organizzati entrambi nell’ottobre del 2010. Sulla scorta di queste iniziative, auspichiamo che la trasformazione futura della villa consenta di coniugare il rispetto per la storia e l’architettura con la funzionalità ed economicità del suo possibile uso, anche attraverso l’impegno di soggetti privati.

Per quanto riguarda i rapporti con la pubblica amministrazione, la prima a credere in noi fu Martina Marconi, ex assessore ai lavori pubblici che ci appoggiò fin dall’inizio e ci sostenne nei momenti difficili del concorso d’idee su villa Zamboni.
A oggi, oltre al sindaco Angelo Tosoni, da sempre presente alle nostre manifestazioni, abbiamo l’appoggio dell’assessore Francesco Bonfaini che sta coordinando i lavori di sgombero della villa, consentendo l’apertura di spazi finora inaccessibili, e degli assessori Leonardo Oliosi e Marco dal Forno che ci hanno assicurato gli spazi per le lezioni accademiche a Valeggio.

 

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