Il corso di restauro di Villa Zamboni

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Continua il corso semestrale di restauro che si propone di studiare villa Zamboni.

Il rilievo della villa da parte degli studenti è veramente difficoltoso: la villa, come tutti i manufatti antichi, ha delle particolarità di non facile restituzione grafica. Inoltre, nonostante la nostra richiesta di un minimo impegno nello sgombero e pulizia dei locali, non siamo stati ascoltati. Peccato perché speravamo che l’amministrazione si rendesse conto di quale valore ha un simile lavoro per tutta la comunità, sia a livello tecnico pratico (non esiste un rilievo puntuale della villa) che di manifestazione d’interesse verso ciò che ci tramanda il passato e che rende Valeggio così unica.

Così gli studenti, per essere in grado di lavorare, sono passati dagli strumenti di rilievo alle scope.

 

Ecco il risultato: la scala che porta alla loggia finalmente ripulita e “leggibile” non solo nella sua struttura, ma anche nei materiali da costruzione, sia della rampa sia del vano di accesso.

Proprio attraverso il lavoro degli studenti si scopre sempre di più il lato umano della villa, attraverso i passaggi delle varie epoche che si disvelano attraverso le numerose scoperte di particolari dimenticati che spuntano dalla sporcizia e dalla vegetazione accumulatisi in lunghi anni di abbandono. Ecco che si passa dalla lettura della primitiva casa di campagna a servizio di un piccolo fondo al palazzotto signorile per i signori che lo possedevano nel settecento. Infine si percepisce, anche attraverso numerosi dettagli di arredo rimasto, quanto questa casa sia stata amata e voluta per ospitare una coppia che si aspettava lunghi anni di serenità vissuti assieme in questo luogo che, nonostante le offese di vandali e della trascuratezza, conserva ancora un intatto senso di magia.

Di pari passo prosegue lo studio sui documenti storici.

Naturalmente, i risultati si ottengono soprattutto grazie ad una guida sapiente: la professoressa Floriana Petracco per quanto riguarda il rilievo nei suoi aspetti tecnici, e la professoressa Anna Maramotti per gli aspetti umanistici e filosofici quali necessari fili conduttori del lavoro, sono costantemente a fianco degli studenti nei lavori alla villa, ogni quindicina di giorni. Le restituzioni grafiche sono controllate dalle docenti che ne discutono poi in aula a Mantova con i futuri architetti, mettendo insieme i lavori dei diversi gruppi in modo che vi sia un quadro complessivo di alto livello.

Gli studi e il rilievo non sono fini a se stessi e non vogliono essere puramente un’esercitazione accademica, ma si prefiggono di arrivare a delle conclusioni utili a un progetto di riqualificazione anche funzionale della villa, contribuendo così anche a una formazione sul campo dei prossimi professionisti del restauro.

Il collegamento tra la nostra associazione e il Politecnico di Milano, sede di Mantova, avviene attraverso la professoressa Manuela Novellini, nostra vice presidente e trait d’union con il politecnico.

Dal 2010 ci stiamo occupando di villa Zamboni, cercando da una parte di evitare una dismissione che renderebbe Valeggio più povera di un piccolo gioiello donatole da un benefattore amante della nostra città, dall’altra cercando di arrivare a una sua possibile valorizzazione. Speriamo che la cittadinanza di Valeggio si attivi in tal senso, anche solo con il proprio interesse, e si ricordi in questo modo del suo passato: ignorarlo significa far perire le sue testimonianze, comprese le più recenti, rimanendo così senza memoria per costruire un futuro degno di una città d’arte quale Valeggio, giustamente, si vanta di essere.

Una zona sotterranea, forse una vecchia cisterna, di villa Zamboni con la datazione che rimanda esattamente alla cartografia d’epoca riferita alla villa.

Mercoledì 9 maggio, data cui si riferiscono le foto, abbiamo avuto la visita di Telearena: per chi volesse può seguire la trasmissione Tg Focus che parla anche di villa Zamboni  lunedì 21 maggio  alle ore 7,00 – 13,15 – 17,30 – 1,30 – 2,05.

Controllo dei rilievi da parte della professoressa Floriana Petracco con alcuni studenti a villa Zamboni.

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