Territorio e rifiuti

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Domenica 16 settembre a Borghetto c’è stata una bellissima manifestazione legata all’abbigliamento ecologico. Non voglio entrare in questa sede sull’importanza di tale evento promosso da tutti i G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale) della provincia di Verona, ma prendere lo spunto per quanto riguarda l‘uso del territorio.

Alla fine della fiera che ha visto la partecipazione di circa venticinque tra ditte e associazioni e il passaggio di più di duemila persone, i rifiuti raccolti e meticolosamente divisi, erano veramente pochi. Abbiamo visto il referente provinciale dei G.A.S., Antonio Nicolini, raggiungerci con evidente soddisfazione, con un fazzoletto di carta in mano: era l’unica traccia del passaggio della fiera rimasta sul prato dopo che anche l’ultima delle bancarelle era stata rimossa dal perimetro delle ex colonie di Borghetto che hanno ospitato la manifestazione.

Tengo a descrivere questo particolare non come una nota di colore, ma di civiltà.

Lunedì 17 settembre: la doccia fredda. Arrivati al mattino per caricare gli ultimi scatoloni rimasti, abbiamo visto arrivare il camion della raccolta rifiuti e fare il suo carico nell’isola ecologica proprio a fianco del cancello delle colonie.

Non vi descrivo la costernazione nel costatare che era tutto caricato senza alcuna distinzione dei materiali. Non solo: entrati nello spazio dedicato alla raccolta dei rifiuti, abbiamo visto un enorme disordine, sporcizia e, in mezzo a tutto, elevarsi un macchinario con dispositivo per l’identificazione tramite carta magnetica, totalmente abbandonato e inutilizzabile. Abbiamo anche saputo che la parte sotterranea era stata progettata e costruita per raccogliere e sminuzzare i rifiuti: cosa non ha funzionato? Perché non se ne parla mai?

Temo che il problema di un impianto non riuscito sia dovuto spesso alla volontà più di una visibilità politica che di un vero interesse verso un’azione virtuosa per il territorio.

In questo periodo a Valeggio si è accesa una giusta discussione riguardo alla possibilità di ospitare un’altra discarica: non dobbiamo tuttavia dimenticare che i rifiuti derivano sì in gran parte dall’edilizia e dagli scarti industriali, però un reale cambiamento si avrà quando ci riterremo ognuno responsabile del nostro ambiente. Questo passa attraverso una riduzione dei propri consumi assieme alla consapevolezza di ciò che scartiamo e, perché no, anche di vigilanza di quanto avviene attorno a noi affinché le azioni siano di concreto aiuto al nostro territorio e non portino a piccole o grandi cattedrali abbandonate nel nulla.

Grazie a Antonio Nicolini, segnaliamo il sito dell’Unione Europea per ulteriori approfondimenti sul tema dei rifiuti in Italia rispetto al resto dell’Europa.

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