Il monte Mamaor: Premessa

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Per chi non conoscesse il nostro territorio, monte Mamaor e monte Vento, sono due colline moreniche che sorgono a ridosso di Custoza e che, da un lato sono visibili dalla strada che collega Valeggio con Villafranca, mentre, sul lato opposto, confinano con la bellissima frazione di S. Lucia, poco conosciuta e non valorizzata come meriterebbe.

Di proprietà del Demanio Militare, le due colline, che ospitavano soprattutto magazzini per il deposito di esplosivi, fanno parte ora dei beni da alienare.

Guardando le foto di monte Mamaor, soprattutto l’immagine aerea, ci si rende conto immediatamente che la zona non è esclusivamente naturalistica: vi sono, infatti, numerosissime costruzioni di varie dimensioni, ben mimetizzate e quindi difficilmente visibili dall’esterno, collegate tra di loro da un sistema viario e servite da un impianto d’illuminazione che, efficiente fino a pochissimi anni fa, prima dei reiterati atti di vandalismo, la rendevano ben visibile anche a distanza. Inoltre, l’area militare dismessa, confina con vigneti e campi coltivati ben ordinati che le conferiscono un’atmosfera di pace idilliaca.

Nel PRG la zona era designata come area agricola, mentre nella bozza di protocollo d’intesa firmata dal Ministero della Difesa e dal Comune di Valeggio, all’articolo 2, si stabilisce che i sottoscrittori …”intendono perseguire i seguenti obiettivi:

– valorizzare le infrastrutture militari presenti nel Comune di VALEGGIO SUL MINCIO non più strumentali all’amministrazione della Difesa, attraverso la definizione di nuove utilizzazioni urbanistiche;

– razionalizzare/alienare/permutare dette infrastrutture ancora in uso all’amministrazione della Difesa per soddisfare le esigenze infrastrutturali delle Forze Armate…”

Nelle NTA del nuovo PAT in fase di approvazione, entrambe le colline sono destinate alla realizzazione di programmi complessi in accordo con i privati. In particolare, gli interventi di riqualificazione paesaggistica ed ambientale prevedono la possibilità di utilizzare le aree per:

“sviluppo insediativo di tipo residenziale, secondo criteri di eco compatibilità, risparmio energetico e bioedilizia;

attività pertinenziali a servizio della residenza;

strutture alberghiere di tipo diffuso, compatibili con la vocazione naturalistica del sito, secondo criteri di eco compatibilità, risparmio energetico e bioedilizia;

sviluppo agrituristico prevalentemente a supporto della silvicoltura e delle coltivazioni biologiche;

impianti ed attrezzature sportive;

parchi naturalistici;

attività, anche commerciali, a supporto del turismo didattico-visitazionale, per il rilancio delle tradizioni locali.”

Si comprende bene, pur nell’estrema semplificazione usata per illustrare la situazione, che un’area a forte valore naturalistico, pressoché intatta, ma con una notevole volumetria da utilizzare, sia appetibile per la speculazione edilizia.

 

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