L’Arena | 08.11.2012 – Polemiche su Villa Zamboni

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Polemiche su villa Zamboni: «Il Comune deve restaurarla»

VALEGGIO. Si accende la contrapposizione sull’immobile storico e su come procedere per restituirlo alla collettività. La minoranza vuole il recupero, ma l’amministrazione ha deciso di rifare solo il tetto Morandini: «Il sindaco ha intenzione di venderla?». Tosoni: «Valutiamo cosa fare»

Valeggio. Scoppia di nuovo la polemica su Villa Zamboni, uno degli immobili storici del paese, per il quale la minoranza chiede un definitivo recupero e la maggioranza promette solo il rifacimento del tetto. A reclamare una decisa azione di salvaguardia e di riuso dell’immobile, situato a ridosso del castello scaligero è Gian Luca Morandini, esponente del gruppo Insieme per Valeggio. In un’interrogazione sulla situazione di degrado di Villa Zamboni e sulle prospettive future, domanda quale destinazione d’uso prospetti l’amministrazione per l’immobile, se si voglia intervenire per salvaguardarlo e se i 250 mila euro stanziati dalla Regione e rifiutati dall’amministrazione entrante nel 2009 siano poi stati recuperati.
Morandini chiede anche se si intenda alienare l’immobile, adombrando che sia già stato visionato da acquirenti privati, o se, al contrario, si sia chiesto alla Sovrintendenza dei Beni Culturali di vincolarlo, quale edificio di pregio. Poi il consigliere si chiede se «il valore politico ed umano di una giunta non si misuri forse anche dalle capacità di valorizzare il proprio patrimonio storico, artistico e culturale, di cui la Villa fa parte, rappresentando da sempre un imprescindibile riferimento per i valeggiani».
Il sindaco, Angelo Tosoni, ha risposto prima all’accusa di scarso coraggio che ha portato, ancora nel 2009, a rifiutare il finanziamento regionale ottenuto dalla precedente maggioranza per recuperare l’immobile e destinarlo ad un centro modello per le famiglie e i minori, ritenendolo (si legge nella delibera di allora, ndr) «non prioritario rispetto ai propri programmi di governo». Il primo cittadino ha sostenuto che «i 250 mila euro, sostanzialmente da destinare alla progettazione, erano vincolati ad un investimento di qualche milione di euro che avrebbe indebitato l’ente. Le promesse di ulteriori finanziamenti più consistenti erano invece poco attendibili e più che altro elettoralistiche visto che erano uscite prima dell’ultima tornata amministrativa».
Per l’immediato futuro si prevede un intervento conservativo, ma l’amministrazione vuole lasciarsi le mani libere e punta a sondare ogni strada possibile. «Faremo un intervento leggero», ha continuato Tosoni, «per risistemare il tetto. Poi valuteremo, anche se al momento non abbiamo preso un indirizzo particolare. Sappiamo infatti che c’è un vincolo nel lascito testamentario di Giuseppe Zamboni, ma un legale da noi incaricato d’approfondire la questione, sembra orientato a suggerirci che qualora venisse rispettato l’indirizzo del donatore, riutilizzando a favore dell’infanzia le risorse ottenute con un’alienazione, magari nella scuola di Salionze, si potrebbe procedere».
Morandini è rimasto insoddisfatto. Ha chiesto, ottenendo anche il sostegno di Maria Grazia Lugo, del gruppo Valeggio anch’io, di individuare una destinazione precisa per Villa Zamboni, magari tornando su quanto proposto dalla Regione e su una prospettiva di medio-lungo termine. Infine il sindaco ha evidenziato che la nuova giunta «ha preferito proseguire l’intervento di recupero di palazzo Guarienti, grazie anche ad un partenariato con altri comuni, in attesa di chiarire cosa fare di un lascito di cui la cosa importante è il fine e non il contenitore».

Alessandro Foroni
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