Tesi di Giulia Bottura e Elisa Brentegani

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POLITECNICO DI MILANO – SCUOLA DI ARCHITETTURA E SOCIETA’
CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL’ARCHITETTURA
A.A. 2009-2010

ESPERIENZE VIRTUOSE.
UN DIVERSO APPROCCIO ALLA GESTIONE DEL TERRITORIO:
DALL’ANALISI DI IDEE E CASI VIRTUOSI
AD UNA PROPOSTA PER VALEGGIO SUL MINCIO

TESI DI LAUREA TRIENNALE

LAUREANDE: GIULIA BOTTURA e ELISA BRENTEGANI
RELATRICE: Prof.ssa MANUELA NOVELLINI

L’argomento di tesi ha come punto focale la pianificazione sostenibile e l’analisi delle azioni che gli enti competenti possono attuare per promuovere uno sviluppo sostenibile. La pianificazione sostenibile, quale strumento fondamentale per agire sulla risorsa territorio alle diverse scale di intervento, sa coniugare trasformazione e tutela dell’ambiente attraverso azioni di governo integrato del territorio, al fine di produrre qualità urbana, sociale ed ambientale.

Esempi ‘virtuosi’ in Italia si possono individuare alcune esperienze concrete di pianificazione sostenibile.
È il caso del comune di Cassinetta di Lugagnano, in provincia di Milano, la cui amministrazione ha scelto di mantenere e migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso l’adozione di buone prassi di amministrazione e di buone abitudini quotidiane.
In particolare, dotandosi di un PGT a crescita zero, ha impostato la pianificazione del territorio sul principio del recupero e riqualificazione dell’esistente, evitando l’ulteriore e sfrenato consumo di suolo, quale bene comune da salvaguardare e del quale mantenere l’originario uso agricolo produttivo.

Sul sito si trovano alcune immagini dal sito del comune di Cassinetta di Lugagnano

Cassinetta di Lugagnano è iscritto ad un’Associazione di Comuni, cosiddetti ‘virtuosi’ che riunisce i comuni italiani che condividono gli stessi principi di sviluppo sostenibile.
La nostra ricerca si è quindi estesa a questa associazione per comprenderne scopi, finalità ed iniziative. Con il loro atteggiamento ‘pionieristico’ nel portare avanti scelte alternative, testimoniano che attraverso il coinvolgimento e la collaborazione della collettività è possibile cambiare stili di vita e modelli di sviluppo.

Schedatura. Per avere un quadro completo e generale delle attività di questi comuni, e per poter eseguire un confronto diretto tra le diverse esperienze, abbiamo svolto un’indagine facendo loro compilare una scheda redatta da noi. La scheda si basa sui principi contenuti nello Statuto dei Comuni Virtuosi che prevede ‘impegni’ ed ‘azioni’ specifiche che, rispettivamente, possono essere assunti e realizzate dalle amministrazioni.
Nella prima parte abbiamo elencato i principali dati demografici e le caratteristiche geomorfologiche, nella seconda parte abbiamo inserito i possibili ‘impegni’, per valutare l’importanza loro assegnata nei vari comuni, nella terza parte abbiamo riportato le principali ‘azioni’, per capire quali di queste siano più frequentemente attuate.

Dati. Quindi abbiamo contattato le amministrazioni di tutti i 47 comuni membri dell’associazione ed abbiamo raccolto e rielaborato i dati dei 37 che hanno risposto. Si è potuto rilevare che quasi tutti i comuni dell’Associazione cercano di proporre e di diffondere buone esperienze concrete attraverso la promozione sui loro territori di nuove pratiche per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente (gestione dei rifiuti, impronta ecologica); hanno invece più difficoltà ad avviare azioni concrete di pianificazione e gestione efficace del territorio come nel caso del comune di Cassinetta.

Il sindaco di Cassinetta è inoltre promotore di un movimento denominato ‘Stop al consumo di territorio’ cui aderiscono altri Comuni, virtuosi e non, che si oppongono alla cementificazione incontrollata ed alla conseguente distruzione del territorio. Analoghe associazioni e movimenti, quali ad esempio “Ettarozero”, “Alt(r)amministrazione”, “Decrescita felice”, operano a livello nazionale sul tema del consumo di suolo, così come dalla lettura di articoli, riviste e pubblicazioni è emerso un certo fermento nel dibattito urbanistico italiano riguardo questa tematica. Tale confronto dimostra che una presa di coscienza è comunque in atto, anche se deve ancora maturare e diffondersi, e che da essa scaturisce la necessità di nuovi modelli attenti ad un utilizzo controllato del territorio e la volontà di diffondere e promuovere un approccio sostenibile anche in altri settori.

l PAT di Valeggio sul Mincio: comune virtuoso? La nostra tesi conclude questo percorso di conoscenza ed approfondimento affrontando una possibile applicazione di queste esperienze e dei principi adottati dai Comuni virtuosi ad un comune della provincia di Verona: Valeggio sul Mincio.

L’intento è quello di applicare alcuni principi, cosiddetti “virtuosi”, nella pianificazione e gestione del territorio comunale, traducendoli in una nostra proposta di Piano di Assetto del Territorio alternativo a quello che stava allora redigendo il comune di Valeggio secondo i dettami previsti dalla legge regionale.
Si è reso quindi necessario il confronto con tale normativa vigente e con i principi di sostenibilità da essa introdotta, nonché con i diversi esempi di pianificazione sostenibile presenti sul territorio italiano. Parallelamente, la collaborazione e lo scambio di informazioni intrapresi con l’amministrazione di Valeggio ci ha permesso di conoscere il territorio, le sue criticità e potenzialità e le dinamiche, peraltro complesse, che lo governano, permettendoci di procedere alla successiva stesura della nostra proposta, attraverso una rappresentazione grafica schematica.

La nostra proposta di PAT si pone come obbiettivo primario la creazione di una correlazione tra sviluppo sostenibile e conservazione e tutela del territorio, intesa come uso equo delle risorse in essere; ciò ha quindi comportato l’analisi delle opportunità, criticità e vocazioni presenti nell’area comunale.

I punti principali della nostra proposta sono:

  • contenimento e controllo dell’espansione residenziale, secondo il principio ‘no consumo del suolo’ e in coerenza con l’effettiva richiesta desunta dai dati demografici, a favore del rinnovamento e della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente;
  • rivitalizzazione delle attività agricole tradizionali, e parallelamente recupero dei fabbricati rurali in abbandono, in modo organizzato e sistematizzato, attraverso la vendita dei prodotti delle aziende agricole locali alle mense scolastiche e/o ai Gruppi di Acquisto Solidale, la promozione della filiera corta e del cibo biologico;
  • recupero e riconversione, con conseguente ripristino ambientale, delle aree degradate o dismesse, quali la discarica, le cave, le colline denominate Monte Bianco, Monte Vento, Monte Mamaor; soprattutto nel caso di questi ultimi la riconversione delle aree si basa su un concetto di parco inteso non solamente in chiave naturalistica, ma prevede, pur nella salvaguardia di questo aspetto, l’inserimento di una serie di attività di tipo ricreativo e di accoglienza secondo il principio della differenziazione;
  • messa in rete delle suddette aree degradate-da recuperare con i sistemi ambientali presenti sul e intorno al territorio comunale, costituiti dalla fascia collinare settentrionale interessata da corridoi ecologici e presenze ambientali di rilevo e dal Parco del Mincio; in tal modo si viene a creare un sistema unico del verde in funzione di diverse tipologie di turismo, sia visitazionale, che ludico-ricreativo, che di soggiorno a poca distanza dalla città di Verona e dal Lago di Garda, incentivando una realtà già affermata;
  • creazione di un sistema ciclopedonale ed equitabile che mette in rete non solo le risorse naturalistiche già citate, ma anche quelle architettoniche e quelle storico-culturali, come i percorsi risorgimentali presenti sulle colline moreniche, il castello di Valeggio, i resti delle fortificazioni difensive, tutti luoghi di identificazione collettiva che legano la comunità al proprio territorio. L’obiettivo è quello di innescare fenomeni di sviluppo di micro-economie locali capaci di valorizzare e restituire identità al territorio e incentivare un turismo sostenibile, sfruttando la vocazione turistica dell’area.
  • adozione del principio della progettazione partecipata, come condizione unica e necessaria per la ricostruzione dei legami tra la comunità e gli spazi in cui vive.

Conclusioni. Il nostro studio ci permette di affermare che la sola presa di coscienza della situazione attuale riguardo ai temi del consumo di suolo e della pianificazione sostenibile non è più sufficiente e deve essere seguita da un effettivo cambiamento di mentalità.
Riteniamo che quest’inversione di tendenza sia difficile da attuare, ma che grazie alla diffusione di nuovi stili di vita correlati ad una nuova concezione di pianificazione del territorio, ciò sia possibile.
A sostegno di quest’affermazione possiamo citare le sperimentali iniziative intraprese dai comuni virtuosi come primi esempi di nuovi modelli perseguibili e praticabili che possono essere ulteriormente perfezionati.

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