Cosa succede a Villa Zamboni? L’associazione La Quarta Luna

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Arrivando ai giorni nostri, finalmente si cerca di recuperare la villa ormai cadente.

Il nostro impegno, come Associazione, è di far conoscere l’edificio nel suo insieme fisico e storico, affinchè si fermi il degrado e nasca a nuova vita. A questo scopo ci stiamo impegnando per quanto riguarda sia lo studio (l’indagine storica e il recupero del suo rilievo), sia la ricerca di proposte di utilizzo consone all’edificio e legate alla città di Valeggio nel suo insieme, cercando il supporto di Enti e persone che garantiscano la serietà della ricerca.

Per le proposte di utilizzo della villa, nel 2010, assieme all’ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Verona, abbiamo curato un bando per un concorso di idee, le cui proposte vincitrici saranno a breve pubblicate sul nostro sito.

Per lo studio dell’edificio, abbiamo cercato la collaborazione, tramite la professoressa Manuela Novellini, del Politecnico di Milano, Polo di Mantova. Tale collaborazione sfociò in un corso semestrale di restauro sulla villa, tenuto dalle docenti Anna Maramotti e Floriana Petracco. Lo scorso anno (2012) una sessantina di studenti eseguì il rilievo della villa ricomponendo i materiali, in gran parte inediti forniti dalla nostra Associazione, in una storia articolata delle vicende della villa e dei suoi possessori. Infine, in sede di esame, vi fu la proposta di un progetto per un uso che fosse rispettoso della storia e del Luogo.

Nel 2008, fu assegnato un contributo di 250.000 € dalla Giunta Regionale, in osservanza al punto 1. all’art. 36 della Legge Regionale 1/2008 che stabilisce che: ”Sono a carico della Giunta regionale gli oneri di progettazione relativi a lavori pubblici di interesse regionale, particolarmente rilevanti sotto il profilo della riqualificazione o compatibilità con il paesaggio, di competenza dei soggetti indicati all’articolo 2, comma 2, lettera b), della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 “Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche” e successive modificazioni.

In particolare, nella deliberazione della Giunta Regionale n. 2203 dell’otto agosto 2008, è specificato che il contributo è assegnato

“In considerazione dell’importanza monumentale dell’edificio e delle attività socio educativa per minori che esso è, funzionalmente, destinato ad ospitare, appare necessario procedere alla redazione di un progetto di ristrutturazione e recupero basato su accurate analisi e indagini, sia storiche che strutturali finalizzate alla riqualificazione del contesto paesaggistico ed ambientale in cui lo stesso si inserisce”.

Al cambio di Amministrazione, non fu accettato il contributo della Regione destinato alla progettazione della villa, e non furono mai avviate indagini storiche e strutturali, se non dalla nostra Associazione. Tali indagini condotte senza contributi pubblici e in collaborazione con il Politecnico, come già accennato in precedenza, non hanno avuto nessun tipo di riscontro.

Arriviamo così all’incarico per la manutenzione straordinaria del tetto della villa. Nella determina DLLP201200050, si legge che fu mandata la richiesta tramite mail a cinque professionisti e s’indica che quattro risposero a tale richiesta con un’offerta.

Infine l’incarico fu affidato giudicando l’offerta economicamente più vantaggiosa: infatti, la prestazione del tecnico per “l’incarico di Progettazione, Direzione Lavori e Sicurezza per la manutenzione straordinaria della copertura dell’immobile di “Villa Zamboni” nonché l’espletamento delle procedure per la valutazione dell’interesse culturale (V.I.C.)” è stata offerta per l’importo di € 5.200.

La villa, come ho scritto all’inizio, al momento è transennata e ne è stato vietato anche il solo avvicinamento alle facciate. La situazione di degrado, manifesto nel sottotetto, ma non così visibile nel resto dell’edificio, ha permesso fino a pochi mesi fa che nel parco della villa si tenessero manifestazioni patrocinate dal comune e dedicate anche ai bambini. Tuttavia, alla richiesta di aprire la villa a due laureande in architettura, prossime professioniste del restauro, si è deciso di negare tale accesso per gravi motivi di sicurezza.

In definitiva, la Regione corrisponde dei contributi per lo studio e la ristrutturazione della villa, considerata d’importanza monumentale. D’altro canto, come Associazione che senza accedere a contributi mira allo stesso scopo, ci troviamo spesso in difficoltà a realizzare i nostri studi e a vedere riconosciuti i nostri sforzi.

Speriamo che vi sia un risveglio civico e che sia riconosciuto finalmente il patrimonio pubblico come una risorsa e non come un fardello.

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