L’Arena | 9 marzo 2014 – L’affresco di Villa Zamboni rischia di finire in briciole

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L’affresco di Villa Zamboni rischia di finire in briciole

Sabbadini: «Occorre un intervento urgente, ma in Comune ci hanno risposto che devono attendere il prossimo bilancio. Intanto è possibile il distacco»

L’affresco settecentesco che c’è nella loggia al secondo piano di Villa Zamboni potrebbe finire in briciole. Lo denunciano il Comitato «Noi, che…Villa Zamboni» e l’associazione «La quarta luna», che da tempo seguono con particolare attenzione le sorti dello storico edificio situato a ridosso del castello scaligero e lasciato nel 1932 alla comunità valeggiana dal benefattore Giuseppe Zamboni perché fosse usato a favore dell’infanzia.
Così il comitato ha protocollato a fine gennaio in Soprintendenza un esposto in cui si richiede un intervento urgente sull’affresco. Il soprintendente, Gianna Gaudini, ha risposto inviando una nota al Comune in cui ritiene necessario un sopralluogo e una relazione tecnica sullo stato di conservazione dell’affresco. «Sulla scorta di questa lettera della Sovrintendenza», dichiara Viola Sabbadini, portavoce del comitato, «il 25 febbraio scorso abbiamo chiesto al Comune come si stia muovendo per tutelare il bene. Dall’Ufficio lavori pubblici ci perviene una risposta interlocutoria, in cui ci viene detto che gli interventi tampone effettuati sulla copertura, per poche migliaia di euro, sarebbero gli unici programmati perché per l’affresco non è previsto nulla poichè l’iter, come richiesto dalla Soprintendenza, implica uno studio, una relazione e un incarico che devono attendere il prossimo bilancio. Purtroppo tempo non ce n’è è si rischia di veder compromesso questo bell’affresco che appartiene, come l’intera villa, a tutti i valeggiani». Per Paola Ferrarin, architetto e portavoce de «La quarta luna», l’affresco, che ha già perso dei pezzi, potrebbe crollare a terra nel giro di poco. «Ci sono infiltrazioni d’acqua e nidi di uccello sopra il cannucciato (il soffitto è in arelle, ndr) e il risultato è un distacco progressivo dell’intonaco che può portare presto al collasso definitivo. Serve un’ intervento d’urgenza, per tutelare con un telo impermeabile e resistente ai raggi ultravioletti l’affresco e poi un primo consolidamento, attraverso tecniche come la velinatura, prima di sottoporre alla Soprintendenza un progetto di restauro». L’associazione «La quarta luna» da tempo aveva proposto per la velinatura una convenzione con l’Accademia Cignaroli, sentite alcune docenti del Politecnico di Milano, polo di Mantova, come Anna Maramotti e Floriana Petracco. «L’affresco non ha solo un valore artistico, ma anche storico», continua l’architetto, «e dalle nostre ricerche abbiamo appurato che il putto raffigurato nel dipinto regge lo stemma di un ramo della famiglia Bernardi, allora proprietaria, estinta nella prima metà dell’Ottocento. Tale stemma confermerebbe la datazione della trasformazione dell’edificio in villa avvenuta negli anni settanta del Settecento». Intanto dall’assessore ai lavori pubblici, Francesco Bonfaini, arriva qualche apertura. «Ci incontreremo domani, rivela, «con due progettisti che avevano vinto il concorso promosso nel 2010 da “La quarta luna” con l’Ordine degli architetti di Verona e l’appoggio del Comune, per ragionare su un progetto preliminare che punti a realizzare un mix tra privato e pubblico, lasciando zone aperte alla cittadinanza. Così potremo fare un ulteriore passo avanti in direzione del progetto “Dimore”, con cui l’Agenzia delle entrate vuole valorizzare edifici di pregio. Inviteremo anche le associazioni interessate». Preoccupato il comitato: «C’è il rischio di perdere per sempre l’uso pubblico di questo bell’immobile che meriterebbe la stessa attenzione che il Comune di Villafranca ha avuto per Palazzo Gandini Morelli Bugna».

Alessandro Foroni
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