Le donne di Zamboni: la nonna milanese

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Chi fa ricerca d’archivio sa che deve avere molta pazienza e costanza: molte ore di lavoro a volte non portano a nulla, altre volte portano a scoperte che danno una svolta alla ricerca in corso.

Alcune volte ci si imbatte, invece, in documenti che hanno unicamente un valore “domestico”, servono cioè a svelare alcuni tratti delle personalità degli uomini e delle donne che vivevano nelle architetture ed erano protagonisti delle storie studiate.

Francesca Porati, sposata con Carlo Gandini Morelli Bugna, proveniva da Milano ed era chiamata dai parenti nonna Cecchina o Checchina.
Che fosse una figura di rilievo nella famiglia, lo si deduce da un grande foto, ora nell’archivio di palazzo Bottagisio, che occupava un posto importante nell’abitazione di via Pace.
Rimasta vedova nel 1860, Francesca amministra personalmente gli affari di famiglia.

Una lettera inserita in documenti formali riguardanti una proprietà dei Gandini, è indirizzata alla signora Cehina (Cechina) Morelli Bugna.
Nulla di eclatante dal punto di vista storico, ma, certamente, ci restituisce la figura matriarcale di una donna che doveva essere di carattere informale e affettuoso allo stesso tempo.
Tanto da venire conosciuta e chiamata con un diminutivo, anche fuori dell’ambito familiare.

Anche questa è storia, che, ricordiamolo, riguarda sempre Persone che non sono così diverse e lontane da noi: conoscerle meglio può aiutarci a non dimenticare da dove proviene ciò che ci circonda e considerarlo (amandolo) patrimonio di famiglia.

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