L’Arena | 27 giugno 2014 – Visita a villa Zamboni di restauratori tedeschi

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Visita a villa Zamboni di restauratori tedeschi

Hanno analizzato l’affresco che ha rischiato di staccarsi dal soffitto ma il lavoro per metterlo in sicurezza non è ancora completato

Villa Zamboni a Valeggio FOTOSERVIZIO DI LUIGI PECORA
FOTOSERVIZIO LUIGI PECORA

Arriva dalla Germania un nuovo stimolo per mettere in sicurezza la settecentesca Villa Zamboni e l’affresco che rischia di cadere a causa delle infiltrazioni d’acqua dal tetto. Sabato 21, su invito dell’Associazione «La Quarta luna» che da anni si batte per la tutela del territorio, sono infatti venuti a visitare Villa Zamboni una trentina di rappresentanti dell’Accademia Artigiani Schloss Raesfeld. 

La scuola, proveniente dall’omonima città della Germania settentrionale e da tempo in contatto con l’associazione valeggiana, ha sede in un antico castello e propone dei corsi di laurea specializzati in restauro, per gli artigiani (dai muratori ai decoratori) che utilizzino materiali e lavorazioni con tecniche artigianali e metodi di costruzione tradizionali. «Sono rimasti molto colpiti», dichiara l’architetto Paola Ferrarin, dell’associazione, «La Quarta luna», «da Valeggio, ma soprattutto da villa Zamboni, sia per la sua bellezza che per lo stato di abbandono. Li ha molto interessati anche la tecnica di restauro usata per l’affresco del soffitto della loggia che speriamo sia messo definitivamente in sicurezza a breve. Su questo e sull’impegno per recuperare la villa hanno fatto molte domande».
Nei mesi scorsi infatti l’affresco, a rischio di definitivo distacco dal soffitto, era stato sottoposto ad un primo intervento urgente. La ditta Lithos di Venezia, che ultimamente ha eseguito un restauro nella Camera degli Sposi a palazzo ducale a Mantova, dopo aver scartato l’idea di una bendatura o «velinatura» per lo stato del dipinto e del tetto, aveva optato, d’accordo con la Sovrintendenza, per la messa in sicurezza mediante listelli di legno. Lo scopo era quello di fermare il distacco e predisporre il soffitto alla successiva e indispensabile fase di consolidamento dell’intonaco dall’alto, prevedendo anche l’integrazione dell’incannucciato mancante. Fondamentale però sarà la seconda fase, con la sistemazione del tetto della loggia per evitare altre infiltrazioni. «L’affresco non è ancora in salvo», denuncia Paola Ferrarin, «perché, se non si pone rimedio al tetto della loggia, il degrado dell’intonaco continuerà a peggiorare. Bisogna partire subito perché i tempi non saranno brevi. Sarà necessario presentare un vero e proprio progetto, con tutti i tempi che comporta il sottoporre questo lavoro a due soprintendenti perché riguarda sia un bene architettonico facente parte di un edificio vincolato (la loggia), sia un bene artisticamente rilevante (l’affresco)».
Prima di ripartire i restauratori tedeschi, che hanno chiesto d’essere informati sulle successive fasi del restauro, hanno potuto ammirare anche il castello scaligero e il parco Sigurtà, oltrechè gustare le prelibatezze enogastronomiche locali.

Alessandro Foroni

link: http://www.larena.it/stories/2598_valeggio/772908_visita_a_villa_zamboni_di_restauratori_tedeschi/?refresh_ce

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