Appunti sul «Capitèl dei Giardini»

0

In fondo ai giardini pubblici di Valeggio, poco prima di immettersi sulla strada asfaltata che porta a Borghetto, c’è una casetta con al suo fianco un’antica edicola sacra. Una volta, non esisteva il tornante usato attualmente per salire dalle rive del Mincio a Valeggio, e la strada pubblica, naturalmente non asfaltata, attraversava, o meglio, si inerpicava su quelli che attualmente chiamiamo i “Giardini”.

Al tempo dei cavalli e dei carretti, era uso fare una sosta prima di affrontare la ripida erta che permetteva di arrivare in paese. La presenza di una sorgente d’acqua, a fianco della cappellina mariana, era molto apprezzata e invogliava i passanti a soffermarsi in questo luogo sia per bere sia per recitare una preghiera. A proposito della fontanella, in passato si ripeteva ai viandanti che: «Ci béi l’acqua del Capitèl, torna a Valès!».

Negli anni Trenta del Novecento, l’artista valeggiano Nello Raffaello Castellazzo (1910 -1960), fu chiamato a dipingere il vecchio capitello, in cui le precedenti raffigurazioni erano ormai svanite. L’opera “a fresco”  fu completata nel 1937. La presenza, sul soffitto a botte, della raffigurazione del simbolo alato marciano, fa supporre che il committente dell’opera sia stato don Lorenzo Dall’Agnola, rettore della chiesa di San Marco Evangelista in Borghetto fra il 1924 e il 1939, appassionato d’arte che ha lasciato vari segni del suo operato.

L’AFFRESCO | Sopra l’altare, domina la Madonna in trono, con il piccolo Gesù, fra le sue ginocchia, che regge un’anfora d’acqua, chiaro riferimento sia teologico sia della vicina fonte; un ricco tappeto ricopre gli scalini e scende sul pavimento. Ai lati del podio ci sono i due santi apotropaici più famosi e implorati dalla pietà religiosa popolare: a sinistra San Sabastiano, martire del III secolo, trafitto dalle frecce, e San Rocco, taumaturgo del XIV secolo, con il bordone del pellegrino, e il fedele cane con una pagnotta in bocca. Il tutto incorniciato in una scenografica architettura che da profondità all’opera. Sulle pareti laterali della cappellina appaiono le scritta “Mater clementissima intercede pro nobis ad Dominum Jesum Christum”, e Populum tuum Domine intercedentibus Sanctis Tuis Rocho et Sebastiano continua protectione custodi” testi attribuibili a don Dall’Agnola.

capitel01In alto, due oculi a trompe-d’oeil, a latere dell’iconografia centrale, fanno vedere squarci di cielo azzurro e qualche ramo di piante tipiche delle nostre colline.

Untitled L’affresco originale di Nello Castellazzo.

Qui sopra è possibile ammirare, anche se in monocromia, l’affresco così come è stato dipinto dal nostro artista.

L’immagine è ricavata da una cartolina dell’epoca che porta la scritta: 1937 ‒ Madonna del Capitello (giardini comunali): Opera di Nello Castellazzo pittore valeggiano”.Al momento non sono state rinvenute altre riproduzioni di quest’opera che, purtroppo, dobbiamo considerare persa in quanto, nella seconda metà del secolo scorso, mani ignote hanno pesantemente manomesso l’originale. Inoltre, non avendo nemmeno un’immagine a colori del dipinto, non possiamo ammirarne la sua completezza cromatica.

IL RESTAURO | Come si può ben vedere dalla seguente immagine, ecco lo stato attuale o meglio ciò che rimane della «Madonna del Capitèl» 76 anni dopo la sua realizzazione.

Untitled

Lo stato di conservazione dei dipinti del Capitello, esposti da decenni alle intemperie e alla trascuratezza degli uomini, richiede interventi urgenti di recupero e di protezione, come tutto l’edificio in cui sono collocati. Realtà storico artistiche come questa, inserite in un contesto paesaggistico frequentatissimo, fra Borghetto e Valeggio, non possono essere lasciate nel degrado più totale; la loro salvaguardia è uno degli indici della nostra civiltà, della nostra cultura e della nostra responsabilità verso la storia. Confrontando i «due affreschi» emerge immediatamente la marcata e dozzinale sovrapposizione di colori forti che ha appiattito e appesantito l’opera, cancellando sfumature e particolari, togliendo profondità e non rispettando nulla del lavoro dell’autore. Il risultato è assolutamente mediocre e degno di essere cancellato quanto prima da un restauro integrale.

Untitled

TESTIMONIANZE | In questa stampa, tratta da un giornale francese del 1859 e dedicata alla seconda guerra d’indipendenza, si nota sulla sinistra la nostra capella mariana, non ancora affiancata dall’edificio che vediamo oggi. Non abbiamo notizie e immagini più antiche di questa edicola sacra. Sembra comunque probabile che esistano resti o tracce di altri dipinti sotto quello di Castellazzo. Anche nella coeva stampa sottostante, seppure solo schizzato, si vede il capitello a lato della strada che da Borghetto saliva a Valeggio.

capitel06capitel07

 

Share.

Leave A Reply