Il restauro della loggia di villa Gandini Zamboni. Il tetto.

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Il principale problema del degrado riguardante la decorazione del soffitto sovrastante la loggia di villa Zamboni, era rappresentato dalle infiltrazioni meteoriche dal tetto: per salvare il soffitto dipinto, come prima operazione, era indispensabile mettere in sicurezza la copertura.

Il tetto

Progetto arch. Paola Ferrarin autorizzato dalla Soprintendenza il 25/11/14 prot. n. 20683. Costo dell’intervento: € 10.579,80 comprensivi di oneri per la sicurezza.  L’intervento è stato eseguito a carico del Comune di Valeggio sul Mincio.

In fase pre-progettuale era già stata svolta una prima indagine sullo stato della struttura attraverso una ricognizione fotografica e un rilievo con la tecnica laser scanner 3D. Da questa prima analisi risultò che la struttura sia principale (travi di sostegno) che secondaria (assito), fosse in buono stato di conservazione: di fatto, la verifica in cantiere confermò quanto rilevato in precedenza. Nonostante le numerose infiltrazioni che si sono susseguite nel tempo, sono state eseguite minime sostituzioni dell’assito mantenendo inalterata la struttura originale del tetto.

Questa buona conservazione non è attribuibile a un caso fortuito, ma alla tecnica costruttiva dei nostri antenati che ha consentito la giusta ventilazione per ovviare ai problemi dovuti all’umidità. In particolare, l’assito è stato posato ben distanziato per permettere il passaggio dell’aria, garantito anche dalle piccole aperture sulle pareti esterne dell’edificio.

Infine, nel sottotetto, sono stati previsti appositi passaggi tra le mura portanti per permettere la manutenzione della copertura: il tutto con una grande cura anche dal punto di vista estetico.

L'assito sotto i coppi

La loggia nel sottotetto

La sistemazione della copertura

Prima di iniziare i lavori sulla copertura, si è provveduto a mettere in sicurezza il soffitto dipinto tramite la posa, nel sottotetto, di un assito di protezione da eventuali cadute dall’alto.

messa in sicurezza tramite assito

soffitto con assito

Nel restauro è necessario realizzare il minimo intervento possibile, non solo per conservare la memoria di quanto costruito, ma anche per non interferire negativamente nel delicato equilibrio che attenti costruttori hanno creato per mantenere efficienti nel corso del tempo le loro opere.

Per il riparo della struttura si è scelto quindi non una guaina, ma un telo traspirante che garantisse l’impermeabilizzazione senza bloccare la traspirazione. Infine, è stato adoperato un sistema che tenesse agganciati tra di loro i diversi elementi senza bloccarli, per non causare rotture durante l’assestamento dovuto agli sbalzi di temperatura, particolarmente sensibili in questa zona dell’edificio. Sul tetto, infatti, si possono verificare escursioni termiche che possono variare tra i – 15° d’inverno e i + 80° durante il periodo estivo.

Negli anni Settanta, furono inseriti nel displuvio i coppi fermati con malta cementizia: sono tutti da sostituire per le rotture dovute agli sbalzi termici

Negli anni Settanta, furono inseriti nel displuvio i coppi fermati con malta cementizia: sono stati tutti sostituiti per le rotture dovute agli sbalzi termici

 

Il sistema usato, adopera dei ganci per mantenere compatto il manto di copertura e prevede dei piccoli sostegni ai coppi che favoriscono la ventilazione.

Il sistema usato, adopera dei ganci per mantenere compatto il manto di copertura e prevede dei piccoli sostegni ai coppi che favoriscono la ventilazione.

Il sistema usato per la manutenzione del tetto della loggia di villa Zamboni, è stato illustrato ai partecipanti alla visita della nostra città organizzata dalla Commissione Cultura dell’Ordine degli Architetti PPC di Verona, il giorno 21 novembre 2015.

La descrizione di questo sistema relativo alla copertura di questa porzione di tetto della villa, sarà pubblicata sulle riviste specialistiche MODULO e SPECIALIZZATA della casa editrice BE-MA, nei numeri di febbraio 2016.

Comunicato stampa Villa Zamboni

 

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