Il restauro di villa Gandini Zamboni. Il consolidamento del soffitto: la pulizia e il nuovo supporto dell’intonaco esistente

0

L’intervento rappresenta la seconda fase indispensabile per la salvezza del soffitto della loggia: la prima fase fu la sistemazione del tetto per evitare altre infiltrazioni meteoriche, la seconda  riguarda il consolidamento dell’intonaco (descritto in questo articolo) e  la chiusura delle parti mancanti per crollo del supporto (che descriveremo successivamente), la terza e ultima riguarderà il consolidamento, la pulizia la protezione dello strato più superficiale, per stabilizzare la pellicola pittorica.

Il consolidamento del supporto: punto di partenza...

Il consolidamento del supporto: punto di partenza…

... per non perdere il dipinto del soffitto dellaloggia

… per non perdere il dipinto del soffitto della loggia

Questo seconda fase degli interventi doveva dipendere, dal punto di vista economico, dagli esiti della raccolta fondi, invece si è conclusa grazie all’intervento del comune di Valeggio sul Mincio.

Progetto arch. Paola Ferrarin autorizzato dalla Soprintendenza il 25/11/2014 prot. n. 20683. Costo dell’intervento: € 7.975,00, determinazione n. 491 del 20/11/2015.

Come specificato tempo addietro, l’intervento sul soffitto della loggia non è scontato e la scelta del metodo è legata all’esperienza già effettuata in un contesto simile da esperti restauratori.

Alla complessità intrinseca del lavoro, dovuta innanzitutto alla delicatezza dell’intervento,  si è aggiunta un’altra difficoltà dovuta alla ristrettezza dei tempi di lavoro in condizioni climatiche non idonee per il restauro della parte esterna di un edificio storico.

Il rischio del vincolo dato da tempi ristretti, è che non si possono sempre prevedere in anticipo eventuali complicazioni che possono rallentare l’intervento, soprattutto se questo avviene nel periodo invernale in cui l’abbassarsi della temperatura, nel migliore dei casi, obbliga a un’applicazione molto più lenta dei prodotti a base di calce.

Un tratto della parte consolidata nell'intradosso del solaio di sostegno al soffitto dipinto

Un tratto della parte già consolidata nell’intradosso del solaio di sostegno al soffitto dipinto

Leggendo il semplice preventivo o la descrizione di un lavoro di restauro, difficilmente si ha l’idea precisa della difficoltà di un lavoro così particolare.

La prima fase di lavoro, la più “banale” è stata quella di una pulizia accurata, eseguita in posizioni non precisamente “comode”. Questa fase prevedeva la rimozione manuale dei detriti e dell’arriccio staccato seguita dall’aspirazione accurata della polvere sedimentata nel tempo.

Le condizioni di lavoro dei restauratori rese difficili dalla conformazione del tetto sovrastante la loggia. Da notare la perfetta pulizia anche della travatura primaria e secondaria del tetto

Le condizioni di lavoro dei restauratori rese difficili dalla conformazione del tetto sovrastante la loggia.
Da notare la pulizia anche della travatura primaria e secondaria del tetto

La raccolta nei sacchi neri del materiale dopo la pulizia. Basi pensare a cosa si può accumulare in un edificio abbandonato senza protezione dagli agenti atmosferici e da animali di ogni tipo.

La raccolta nei sacchi neri del materiale dopo la pulizia.
Basi pensare a cosa si può accumulare in un edificio abbandonato senza protezione dagli agenti atmosferici e da animali di ogni tipo.

Sulla superficie così preparata, si è consolidato l’arriccio esistente mediante l’applicazione per dispersione di nano particelle di calce. Questa applicazione ha permesso al consolidante di penetrare in profondità nel materiale preesistente conferendogli una migliore consistenza, senza formare delle pellicole all’esterno. La caratteristica principale del consolidante utilizzato, una nano calce, è la compatibilità rispetto al materiale originario.

Sulla superficie dell’intonaco già in parte consolidato, è stato poi applicato un primo strato di malta, facendo attenzione a riempire tutte le aree dove l’arriccio staccato era stato rimosso e livellando bene la superficie. Successivamente è stata stesa la rete di basalto e, a fresco, è stato applicato un successivo strato di malta per inglobare la rete stessa.

I lembi della maglia di basalto rimasti all’esterno della superficie consolidata, sono stati successivamente incollati per circa otto/dieci centimetri alla struttura lignea di supporto al soffitto con una resina epossidica.

In pratica, la zona preesistente formata dall’arriccio, incannucciato e superficie dipinta, viene sostenuta dal nuovo strato formato dalla malta in cui è annegata la fibra di basalto.

Particolare della fibra di basalto annegata nella malta

Particolare della fibra di basalto annegata nella malta

Incoraggio della rete di basalto alle travi di sostegno del solaio nella zona curva del soffitto

Ancoraggio della rete di basalto alle travi di sostegno del solaio nella zona curva del soffitto

 

 

Share.

Leave A Reply