Il restauro della loggia di villa Gandini Zamboni. La chiusura delle parti mancanti del soffitto

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Prosegue l’illustrazione di quanto è stato finora fatto per salvare la decorazione settecentesca del soffitto della loggia di villa Gandini Zamboni.

Dopo aver consolidato l’intonaco esistente, si provveduto al rifacimento del soffitto nelle parti in cui era crollato, applicando un nuovo incannucciato di canna palustre tagliato in maniera precisa sui bordi delle lacune e fissato all’interno dei travetti di supporto del soffitto.

L’intervento non è esclusivamente estetico: lungo i bordi della parte crollata, la canna originaria offriva rifugio a insetti ed era minacciata, oltre che dagli agenti atmosferici che ne favorivano la marcescenza, anche dalla presenza di topi e volatili. In definitiva, la parte crollata era destinata ad aumentare sempre di più perché proprio i suoi bordi rappresentavano una delle parti di maggiore fragilità.

La situazione di una parte del soffitto durante l'intervento di consolidamento all'interno del sottotetto

La situazione di una parte del soffitto durante l’intervento di consolidamento all’interno del sottotetto

lacuna e incannucciatoFissato l’incannucciato con apposite fasce di acciaio, si è steso un impasto di calce simile all’originale per completare la chiusura delle parti mancanti. La stesura di questo intonaco, non è complanare rispetto al soffitto esistente, ma rientra di qualche millimetro per dare la possibilità di una successiva finitura che dovrà essere progettata e quindi concordata con la Soprintendenza.

Inserimento della canna palustre in una delle lacune del soffitto

Inserimento della canna palustre in una delle lacune del soffitto

Finitura delle chiusure con malta simile all'originale

Finitura delle chiusure con malta simile all’originale

Durante i lavori sono sorti però alcuni problemi. L’accuratezza del dipinto non corrispondeva a una pari qualità nell’esecuzione dell’arriccio, lo strato che serve ad “aggrappare” la decorazione al supporto, nel nostro caso l’incannucciato. Infatti, la precarietà della tenuta di questo strato d’intonaco, è stata evidenziata mediante la battitura manuale. Nonostante il consolidamento, alcune porzioni del soffitto erano ancora a rischio di distacco.

Per evitare di mantenere una parte dei listelli usati per il pre-consolidamento del soffitto e, soprattutto, per dare maggiore sicurezza alla tenuta dell’intonaco di sostegno, si è scelto di consolidare alcune zone maggiormente a rischio tramite iniezioni di un tipo di malta specifico per i problemi di distacco disuperfici decorate e affrescate.

E’ quindi più che mai pressante eseguire il successivo intervento di restauro per il consolidamento della superficie dipinta, ma anche per il controllo e la messa in sicurezza di eventuali problemi di tenuta del supporto.

Condividiamo un video sull’ultima parte del restauro che abbiamo descritto, eseguito dalla ditta Lithos

 

 

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