Villa Zamboni. Non si dovrebbero calpestare i fiori (e nemmeno i sogni)

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L’immagine della nostra copertina è la foto della scala che conduce in via Zamboni accedendovi da dietro il teatro Smeraldo. L’ho sempre vista abbandonata e mi sono spesso chiesta se non basterebbe affidarla a qualche associazione che potrebbe occuparsene con pochi mezzi dal punto di vista economico, ma smisurati dal punto di vista del cuore. Perché? Per dare la possibilità ai bambini di oggi di vedere domani la loro città ancora bellissima e riconoscibile nella sua fisionomia che la distingue da ogni altro luogo.

Villa Zamboni

Lo scorso anno, con l’entusiasmo che derivava dalla possibilità di agire in modo concreto e utile per villa Zamboni, ripulimmo tutte le parti esterne dell’edificio, dedicandoci in modo particolare al giardino.

pulire le parti esterne della villa significa non solo fare ordine, ma salvarle dal degrado

pulire le parti esterne della villa significa non solo fare ordine, ma salvarle dal degrado

Soprattutto, dedicammo molta cura alla vasca che si trova nel giardino, di fronte all’ingresso principale della villa.

Si tratta di una vecchia fontana che, fino agli anni settanta dello scorso secolo, era sormontata dall’angelo che adesso si trova in uno stato di totale abbandono in un angolo dimenticato dell’edificio.

angelo

Oltre alla presenza della terra e di grossi massi, la parte principale della vasca, che serviva da piedistallo alla statua, era prigioniera delle radici di invecchio ligustro che a poco a poco sgretolava il cemento del manufatto.

vasca pulizia

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Ripulito il tutto con grande cura, abbiamo ripristinato la vasca rifacendoci a vecchie foto d’archivio: con l’aiuto di un amico vivaista, abbiamo piantato del rosmarino e alcune ortensie gentili. Queste piante erano molto amate da Elide, la compagna di Giuseppe Zamboni che donò la villa alla nostra città: lo dimostrano le vecchie foto che immortalano la villa circondata da bordure e pergolati che accoglievano queste piante fiorite.

Un’opera di gentilezza quella di mettere a dimora dei fiori, delicata e che non rovinava nulla, anzi, un omaggio alla villa, ai suoi vecchi proprietari e ai cittadini e cittadine di Valeggio in visita a questo luogo così amato. Poi, non dimentichiamo che i fiori sono simbolo di vita…

La vasca ripulita e ornata con piante di ortensie e rosmarino

La vasca ripulita e ornata con piante di ortensie e rosmarino

Per mesi ci è stato impedito l’acceso non solo alla villa, ma anche al suo giardino, ma la vita è forte e le nostre piante sono cresciute e nuovamente fiorite.

Quest’anno ci è stata negata la possibilità di sistemare le aree esterne della villa e la “pulizia” affidata a operatori pagati dal comune: ci siamo così trovati, agli inizi di giugno, con la desolante realtà della piante ormai fiorite, tranciate nettamente alla base. Tutte, senza distinzione.

Non ho le foto. Non sono riuscita a documentare lo scempio perché troppo doloroso: i fiori recisi e calpestati sono l’immagine reale di un “potere” senza cultura che schiaccia gli inermi, un’inutile violenza contro la bellezza e la grazia che non potevano danneggiare nessuno.

Adesso la vasca si sta nuovamente riempiendo di erbacce, disordine, rendendo ancora più evidente la solitudine alla quale è condannato un edificio che avrebbe diritto a cure e vita.

villa luglio 16

La speranza? Sono tanti i genitori che hanno portato i loro bimbi alla raccolta fondi per la villa, consapevoli che il futuro non solo di questo edificio storico, ma di tutta Valeggio è l’eredità che spetta a questi adulti di domani.

Difendiamo i nostri sogni, difendiamo il nostro futuro.

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