Villa Zamboni e dintorni. Ancora vandali

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Ci sono dei limiti invalicabili, per chiunque. Religione, Patria, Famiglia non sono parole vuote, ma rappresentano il legame più intimo e profondo tra le persone e toccarne i simboli significa provocare profonde ferite.

Da piccola, con i miei compagni di classe, ci trovammo un giorno a scuola a cantare a squarciagola alcune strofe di canzoni legate alla guerra, storpiando e aggiungendo alcune parole e ridendo della nostra bravura di aspiranti comici. La nostra maestra intervenne in fretta, con le lacrime agli occhi: “Non fatelo, non fatelo mai più. Non sapete quanto dolore e sangue e lacrime…” Fu la lezione di educazione civica più importante della mia vita, che non dimenticherò mai più.

Il rispetto per ciò che tocca nel profondo i sentimenti e il senso di appartenenza, che evoca un modo comune di vivere, è qualcosa di sacrosanto. Non importa se non comprendiamo o non condividiamo: i valori comuni sono ben noti e riconoscibili, soprattutto nei simboli che ci circondano.

Per questo è orrendo e doloroso l’atto che ha distrutto una piccola statua della Madonna ai piedi di villa Zamboni. Un gesto idiota e pericoloso.

Idiota perché non vi è nulla di coraggioso e divertente nel distruggere di nascosto una proprietà pubblica per godere del dolore arrecato. Vigliaccheria è il termine esatto e indica solamente povertà e immaturità sia spirituale che intellettuale, caratteristiche di chi ha parecchi problemi repressi da risolvere.

Pericoloso perché nel particolare periodo oscuro che stiamo attraversando, è inevitabile che qualcuno colleghi l’atto sacrilego alla diversità di razza e di religione, magari coinvolgendo degli innocenti.

Copia di IMG_4733

Al momento lo scorcio su via Zamboni che convergeva sulla vista della statuetta presenta solo un sostegno desolatamente vuoto. Questi scorci della città  accompagnano lo sguardo verso simboli che sono religiosi, ma anche testimoni familiari della vita di ogni giorno, con i suoi affanni e la sua pesantezza. Questi simboli sono un pezzo della nostra città, un legame forte che comunica solo pace e speranza, per dirla con le parole del nostro storico Cesare Farinelli, sono frammenti di cielo tra noi.

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