Il Novecento a Valeggio: il passato prossimo che rischia di scomparire

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“Ville e villette moderne” è il titolo di una bella raccolta di “Progetti e Schizzi di Facciate e Piante” edita a Torino agli inizi del Novecento.

Alcuni di questi progetti sono simili alle belle ville liberty che possiamo ammirare a Valeggio.

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La fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento furono un periodo di grandi e numerosi cambiamenti: anche l’Italia, come il resto dell’Europa, fu attraversata dallo sviluppo industriale che le fece cambiare volto.

Impianti idroelettrici, ferrovie e sviluppo industriale sono alcuni di questi mutamenti che si svilupparono in questo periodo, condizionarono l’economia e cambiarono il volto delle città. Per rimanere nel nostro ambito d’interesse privilegiato, ricordo che a Valeggio Gustavo Zamboni fu tra i fondatori della Società Elettrica Valeggiana. 

L'edificio della centrale elettrica lungo il Mincio

L’edificio della centrale elettrica lungo il Mincio

La casa dell’Acquaiolo a Borghetto e l’edificio a fianco del Capitél, erano in stretta connessione con il nuovo acquedotto il cui percorso attraversava anche la proprietà di villa Zamboni e di una parte del castello scaligero.

La casa dell'Acquaiolo a Borghetto

La casa dell’Acquaiolo a Borghetto

La casa del Capitél a Borsetto, alla fine del bellissimo parco - anch'esso dei primi del Novecento - che congiunge il centro di Valeggio con la frazione di Borghetto

La casa del Capitél a Borghetto, alla fine del bellissimo parco – anch’esso dei primi del Novecento – che congiunge il centro di Valeggio con la frazione.

I grandi lavori del Consorzio di Bonifica sul fiume Mincio e l’arrivo della ferrovia a Valeggio, sono eventi che si realizzarono sempre nei primi decenni del Novecento.

consorzio di Bonifica

Uno dei tre edifici che costituivano la stazione ferroviaria a Borsetto che si trovano ora in uno stato di estremo abbandono

Uno dei tre edifici che costituivano la stazione ferroviaria a Borghetto che si trovano ora in uno stato di estremo abbandono

Vi sono infine, come accennato in precedenza, una serie di ville, alcune di grande valore storico come ad esempio villa Nuvoloni Sberna, eretta entro i confini del castello. Altre abitazioni più modeste, costruite nel centro della nostra città, rischiano di scomparire nella totale indifferenza.

Uno scorcio di villa Nuvoloni Sberna: di stile eclettico, fu edificata all'interno del perimetro delle mura del castello.

Uno scorcio di villa Nuvoloni Sberna: di stile eclettico, fu edificata all’interno del perimetro delle mura del castello.

Abitazione nei pressi del piazzale della Repubblica

Abitazione nei pressi del piazzale della Repubblica

particolare

Ho voluto citare come esempio delle sorti degli edifici di Valeggio dei primi del Novecento l’ex macello, demolito e poi ricostruito in toto: è un esempio concreto e attuale di quello che può accadere alle testimonianze di questo preciso periodo storico.

Nelle città queste strutture nacquero per assicurare un controllo pubblico e quindi una maggiore sicurezza per l’igiene di questo delicato settore dell’alimentazione. Non sappiamo molto dell’edifico destinato a tale uso a Valeggio e demolito di recente e che rappresenta, a mio parere, il rischio che corre una parte della città ritenuta “minore” e poco importante perché a noi vicina nel tempo.

Ex macello di Valeggio prima delle demolizione, foto di Giorgio Rovina

Ex macello di Valeggio prima delle demolizione, foto di Giorgio Rovina

Il nuovo edificio che ha preso il posto del macello novecentesco

Il nuovo edificio che ha preso il posto del macello novecentesco

Questi edifici sono importanti e protetti dalla legge perché testimonianze delle origini e della storia del processo economico, industriale e delle trasformazioni avvenute in un tempo a noi prossimo. Se non sono conservati, si corre il rischio di tramandare esclusivamente le testimonianze di epoche remote e di perdere così questi contenitori di cultura del mondo d’oggi legati all’imprenditoria, scienza, tecnologia, nuove competenze intellettuali e di lavoro, di profonda trasformazione della vita e della società dell’uomo.

Questi edifici sono anche parte integrante della nostra città, la loro scomparsa o profonda trasformazione incide anche sulla percezione che abbiamo del nostro Paese, sulla sua riconoscibilità. Non importa se si tratta di edifici “semplici” come il nostro ex macello: si tratta, comunque, di un pezzo della nostra città che scompare.

Particolare delle macello novecentesco. Foto di Giorgio Rovina

Particolare dell’ex macello novecentesco. Foto di Giorgio Rovina

Particolare dell'edifico che ha sostituito l'ex macello.

Particolare dell’edificio che ha sostituito l’ex macello.

Mi pongo quindi una domanda che rivolgo anche a chi sta leggendo: il nostro tempo, quale città lascerà ai futuri valeggiani?

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