Raccolta fondi per villa Zamboni: tutto è iniziato con Tommaso (e Simone)

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Tempo di bilanci: si avvicina la fine dell’anno e tra poco ci sarà il concerto di chiusura della raccolta fondi a favore del restauro del dipinto della loggia, organizzato dal Comitato “Noi, che…villa Zamboni”. La parola “bilancio” evoca un conteggio, quindi si pensa sempre se sia sia raggiunto l’obiettivo economico, ma bilancio significa anche dare una valutazione in positivo o negativo di quanto successo.

L’esperienza è stata veramente importante: momenti positivi si sono succeduti a momenti di sconforto, delusioni cocenti sono state compensate da eventi inattesi e dal grande calore che molti di voi ci avete fatto provare.

Per me, il ricordo di questa “impresa” rimarrà sempre legato al primo giorno del nostro banchetto per la raccolta fondi. Ci trovavamo sotto il nostro gazebo al di fuori del cancello della villa: sul nostro cartellone che riproponeva in bianco e nero il soffitto da restaurare, solo alcune piccole e sparute caselle erano dipinte, il nostro contributo di singoli appartenenti alla “Quarta Luna”. Ogni casellina, 10 centimetri da restaurare…

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Poi, sono arrivati Tommaso e Simone con i loro genitori: sono stati due bambini i primi a portare il contributo della prima casella da restaurare, i primi dieci centimetri donati dalla città di Valeggio sono loro.

Tommaso, il maggiore dei due fratelli, con il pennarello in mano ha scelto accuratamente la casellina da riempire e, dopo qualche momento di valutazione seria e ponderata, ha deciso che voleva salvare il viso del putto, il viso di un altro bambino.

Tommaso e Simone hanno deciso di restaurare il viso dell'angelo putto che campeggia al centro del soffitto della loggia.

Tommaso e Simone hanno deciso di restaurare il viso dell’angelo putto che campeggia al centro del soffitto della loggia.

Serio, serio, Tommaso ha dipinto con cura la propria parte, passando poi con un certo contegno il pennarello al fratello più piccolo, Simone, che, con pari impegno, ha terminato suo lavoro. E’ stata un’esperienza inattesa ed emozionante: i due bambini hanno perfettamente capito che stavano compiendo qualcosa d’importante e hanno dato alla loro azione il giusto peso.

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Dopo quel giorno sono arrivati molti altri bambini: accompagnati dai genitori, hanno scelto e colorato le loro caselle. D’altronde tanti bambini li abbiamo visti anche nel corso delle visite guidate, tutti attenti e interessati, molti con domande e osservazioni per nulla banali.

Ho voluto condividere con voi questo piccolo ricordo che ha il sapore della speranza: i bambini sono migliori di noi perché nella loro spontaneità vanno diretti all’obiettivo senza gli orpelli di pregiudizi e prevenzioni.

Che questa speranza diventi un augurio per il futuro nostro, della “nostra” villa, della nostra città.

 

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