Il restauro del dipinto di villa Zamboni: facciamo il punto della situazione

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Ve lo ricordate? Il soffitto dipinto della loggia, unico elemento rimasto della ricca decorazione del Settecento, era ridotto in uno stato di forte degrado: molte parti del soffitto stesso si erano staccate e sono irrimediabilmente perdute.

Il deterioramento era causato soprattutto dalle infiltrazioni d’acqua del tetto.

Copia di distacco intonaco particolare 3

L’incuria di lunghi anni senza manutenzione e gli agenti atmosferici non erano l’unico pericolo per la sopravvivenza di questa importante testimonianza degli antichi fasti della villa. Mi riferisco in particolare a un progetto di messa in sicurezza  in cui si proponeva un puntellamento del soffitto della loggia: un tale intervento, se eseguito, avrebbe determinato il crollo totale dell’intonaco che costituisce la base del dipinto.

Come associazione, assieme al comitato “Noi, che… villa Zamboni”, siamo riusciti a promuovere il restauro di almeno questa parte della villa con interventi appropriati.

Ve lo ricordate? Questo era lo stato del soffitto della loggia prima che iniziasse la costante richiesta di ripristino da parte dell'associazione e del comitato

Ve lo ricordate? Questo era lo stato del soffitto della loggia prima che iniziasse la pressante richiesta di ripristino da parte dell’associazione “la Quarta Luna” e del comitato “Noi, che… villa Zamboni”

Per riparare allo stato di evidente degrado in cui si trovava il soffitto dipinto, prima di tutto è stato eseguito un intervento d’urgenza per evitare altri crolli: l’applicazione di listelli di legno che dovevano sostenere il supporto in attesa che si arrivasse all’intervento di restauro.

Il soffitto della loggia sostenuto da listelli avvitati per evitare altri crolli

Il soffitto della loggia sostenuto da listelli avvitati per evitare altri crolli

In seguito sono stati eseguiti due importanti interventi finanziati dall’amministrazione comunale.

Innanzitutto si è intervenuti sul tetto con una soluzione innovativa a secco: senza entrare nei particolari, questo sistema ha permesso una rapida esecuzione con un miglioramento anti sismico del manto di copertura, con la possibilità di poter riadattare questa parte nel caso di ripristino dell’intero manto.

Si è poi passati al consolidamento del soffitto, con una tecnica che accosta le nanotecnologie all’utilizzo di materiali naturali simili agli originari. Questa tecnica, ha permesso la ricostruzione delle parti mancanti e il consolidamento del resto del soffitto.

Il soffitto della loggia allo stato attuale, dopo l'intervento di consolidamento dell'intonaco

Il soffitto della loggia allo stato attuale, dopo l’intervento di consolidamento dell’intonaco

Rimane quindi la parte più delicata, che è stata affidata dall’amministrazione a “la Quarta Luna”: il restauro della superficie pittorica, finanziato con la raccolta fondi cittadina.

Molto brevemente, gli interventi previsti riguardano un pre consolidamento della superficie che presenta problemi di esfoliazione e polverizzazione localizzata. In seguito, si passerà in sicurezza alla pulizia che consiste nella rimozione dei depositi di sporcizia, nell’estrazione dei sali solubili e nella rimozione delle patine biologiche. Infine, è previsto il consolidamento definitivo della pellicola pittorica, la stuccatura delle fessurazioni e il ritocco.

Il cinque ottobre 2016 è stato presentato progetto in comune: avuto il via libera dalla giunta comunale il ventinove dicembre, il progetto è stato protocollato in soprintendenza il trentun gennaio. La firma del lavoro è dell’architetto Paola Ferrarin che ha seguito i precedenti lavori : come presidente dell’associazione “La Quarta Luna”, il progetto è gratuito. I lavori saranno eseguiti dalla ditta Lithos, anch’essa impegnata nei precedenti lavori sul soffitto della loggia.

Particolare del dipinto

Particolare del dipinto

Un altro particolare del dipinto da consolidare

Un altro particolare del dipinto da consolidare

Non solo conservazione. Nel progetto presentato, è prevista la ricostruzione dell’insieme del dipinto mediante l’integrazione pittorica. La ricostruzione avverrà con la tecnica del tratteggio, in modo che sia riconoscibile il nuovo intervento: questa tecnica è usata solitamente nella ricostruzione delle parti mancanti dei dipinti su tela ed è un’operazione di altissima qualità e complessità.

Abbiamo proposto questa soluzione perché il soffitto della loggia è l’unica parte decorativa originale settecentesca rimasta visibile nella villa. La ricostruzione del soffitto nella sua interezza servirebbe ad esporre la ricchezza di decorazione che caratterizzava l’edifico e che è andata perduta.

Il secondo importante motivo che ci ha spinti a proporre questa soluzione, è che i cittadini e le cittadine di Valeggio hanno dimostrato un forte attaccamento alla villa partecipando alle varie attività in suo favore e, soprattutto, finanziando l’opera di restauro. Vedere ripristinata e ricondotta alla bellezza originaria una zona importante della villa, sarebbe un giusto riconoscimento alla volontà popolare di tutela del proprio patrimonio pubblico.

Simulazione del soffitto ricostruito

Simulazione del soffitto ricostruito

Aspettiamo la risposta della Soprintendenza: seguirà un sopralluogo e lavori saranno eseguito sotto la diretta sorveglianza di un funzionario.

Ci auguriamo infine, che sia concesso a tutta la cittadinanza di poter vedere l’opera che ha finanziato.

Da parte nostra e del comitato “Noi, che… villa Zamboni”, ancora un grazie riconoscente a tutti coloro che hanno creduto in questa proposta e nonostante le difficoltà, gli ostacoli e l’impossibilità di accedere alla loggia  hanno consentito il salvataggio di questa importante testimonianza del nostro passato.

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