villa Zamboni: il patto con l’Amministrazione è prossimo

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4 marzo 2017: potrebbe essere l’inizio di un nuovo periodo di collaborazione tra il volontariato e l’amministrazione per salvare villa Zamboni.

È avvenuto in questa giornata un importante incontro nella sede municipale tra il sindaco Angelo Tosoni, il vice sindaco Marco Dal Forno e alcune rappresentanti di associazioni e gruppi uniti nell’impegno di voler salvare la villa. Oltre alla nostra associazione, erano presenti il comitato “Noi, che… villa Zamboni”, alcune esponenti della MAG e le professioniste di Archikultura.

Durante la seduta, abbiamo presentato le nostre istanze che sono state accolte con favore dagli amministratori che si sono dimostrati disponibili fin dall’inizio dell’incontro.

In sintesi, queste sono state le nostre richieste e osservazioni:

Villa Zamboni, perché? Valeggio sul Mincio è una città particolarmente ricca in arte, storia e paesaggio, tuttavia villa Zamboni si distingue per il suo particolare legame con la popolazione e per la sua storia fatta di lasciti e beneficenza, che confermano la sua vocazione come edificio pubblico.

È indubbio, inoltre, che la villa in questo momento versi in un preoccupante stato di degrado e che per questo ha bisogno di interventi urgenti.

Villa Zamboni

L’associazione La Quarta Luna. Nei vari incontri e tramite richieste scritte, abbiamo segnalato più volte la richiesta di un futuro condiviso e pubblico della villa.

L’edificio storico, proprio per la sua vocazione pubblica, può contribuire ad essere un importante fattore per un possibile sviluppo di qualità nella valorizzazione del territorio. Per questo motivo e per la necessità di avviare al più presto  un progetto per garantirne la conservazione, ha bisogno di un impegno e di un’attenzione che siano mirati a conseguire queste finalità cercando di evitare un’importante fuoriuscita di denaro pubblico.

Dopo anni di attività e di studio, è stata impostata una prima bozza di progetto sia architettonico sia di gestione della villa: tale progetto sarebbe da verificare con gli stakeholders tramite incontri singoli e assemblee pubbliche per garantire la massima condivisione pubblica.

villa Zamboni: resti accatastati di materiale appartenete ad associazioni del passato

villa Zamboni: resti accatastati di materiale appartenete ad associazioni del passato

Fondazione Vivisport. La fondazione Vivisport,com’è noto, sta cambiando il proprio statuto e forma giuridica per una nuova prospettiva di gestione legata in generale ai servizi e al patrimonio pubblico della città di Valeggio sul Mincio.

Per quanto riguarda il percorso riguardante la valorizzazione di villa Zamboni, riteniamo che questa soluzione di gestione pubblica applicata al nostro edifico storico, ne blocchi il processo partecipativo che vorremmo invece si basasse sul modello di una fondazione di partecipazione. Un esempio di un modello da seguire è per noi la Fondazione Padernello .

La fondazione Vivisport è, di fatto, una partecipata, vale a dire un ente a diretto controllo pubblico che lascia pochissimi margini all’azione di associazioni o privati cittadini che vogliono spendersi per la realizzazione di un proprio progetto a favore del patrimonio pubblico.

Inserire villa Zamboni nell’insieme di progetti che si vorrebbero accorpare nella partecipata Vivisport, porrebbe molti problemi e vincoli. In particolare:

  • Non sarebbe garantita una stabilità di gestione che, dipendendo dai pubblici amministratori, potrebbe variare ad ogni elezione politica;
  • Il futuro della villa sarebbe legato alle disponibilità delle finanze pubbliche;
  • Nella fondazione partecipata, non vi sono le competenze e la conoscenza della villa necessarie per predisporre un progetto congruo dal punto di vista architettonico, del rispetto del vincolo monumentale e anche della restituzione a un adeguato uso pubblico. Per un progetto di questo tipo non ci si può affidare esclusivamente a tecnici esterni alle vicende dell’edificio e ai suoi legami con la città.
Uno scorci della città di Valeggio dalla loggia di villa Zamboni

Uno scorcio della città di Valeggio dalla loggia di villa Zamboni

Cosa proponiamo? La nostra proposta si compone di due parti: istituire una fondazione di partecipazione sul modello della fondazione di Padernello e una gestione limitata nel tempo che consenta di raccogliere i progetti e i fondi per mettere in sicurezza l’edificio.

La fondazione di partecipazione si distingue da una partecipata pubblica perché i suoi soci fondatori, tra i quali figurerebbe anche il Comune di Valeggio, hanno pari diritti e responsabilità. Nel caso di una fondazione dedicata a villa Zamboni, lo scopo sarebbe di restaurare la villa e le sue immediate pertinenze esterne, garantendo tramite una gestione mirata un uso essenzialmente pubblico.

Il progetto, la realizzazione degli interventi e la gestione sarebbero a carico della fondazione, senza obbligo di esborsi di denaro pubblico.

Quali soci? A questo fine si propone di costituire un comitato di scopo, con la partecipazione al suo interno dell’Amministrazione comunale,  per scegliere le persone e gli enti che dovrebbero costituire il nucleo della fondazione stessa.

Per il periodo necessario a costituire la fondazione, abbiamo proposto la gestione temporanea dell’edificio da parte di associazioni, gruppi, enti e cittadini che si prestino soprattutto per una raccolta di fondi che serva a realizzare il progetto della prima fase di messa in sicurezza della villa, vale a dire la sistemazione del tetto, della zona alberata del giardino e del giardino pensile.

Anche in questo caso non viene chiesto il contributo economico da parte del Comune.

Copia di IMG_4370

Cosa succederà ora? MAG sta predisponendo una prima bozza di accordo per un patto di collaborazione che consenta la gestione della villa al fine della sua messa in sicurezza e l’avvio di un processo che porti verso la fondazione.

Ci auguriamo che questo percorso si svolga serenamente, senza intoppi e, soprattutto, che tutti noi cittadini sappiamo raccogliere la sfida per restituire alla città di Valeggio non solo un pezzo della propria storia, ma una bella promessa di un futuro condiviso.

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