Pensando a villa Zamboni: a scuola con le piante tintorie

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Per il secondo anno consecutivo, come associazione La Quarta Luna, proponiamo alla scuola secondaria di Valeggio sul Mincio un’esperienza con le erbe tintorie usando come base alcuni tessuti di recupero. Ci piace, infatti, proporre anche una cultura fatta con le mani e all’impegno per il restauro di villa Zamboni e la cura del nostro territorio, cerchiamo di unire l’esperienza concreta di laboratori vari.

Questi incontri non hanno la pretesa di essere esaustivi, ma servono ad invitare i ragazzi a un modo “dolce” e diverso di approcciarsi alla manualità artistica, nel rispetto della natura, nella consapevolezza che servono tempi lenti e un minimo di attenzione e cura. Servono inoltre a sviluppare la consapevolezza della necessità di un progetto a monte e del lavoro di gruppo che ha bisogno del rispetto dei tempi e esigenze degli altri.

Non dimentichiamo villa Zamboni! Il benefattore Giuseppe Zamboni nel suo testamento aveva espressamente creato dei fondi per la creazione di una banda musicale (“per la miglior educazione dell’animo, oltre che godimento dello spirito, del Popolo lavoratore”) e per il “miglior incremento della locale scuola di disegno che vorrei riorganizzata in scuola di pratica di applicazioni d’arte e mestieri”. Vorremmo quindi coltivare il desiderio dell’ultimo proprietario della villa e, come abbiamo proposto ai ragazzi, i loro lavori saranno esposti e chiunque potrà ottenerli con una piccola offerta che andrà devoluta per il restauro dell’edifico storico.

Campione di tessuto con una decorazione ottenuta tramite l'uso di stampi

Campione di tessuto con una decorazione ottenuta tramite l’uso di stampi

Cosa abbiamo realizzato?

Innanzitutto fin dall’anno scorso abbiamo impostato un progetto con l’aiuto di un’esperta in tecniche tintorie, Valentina Ferrarini. Ci siamo quindi procurati delle vecchie lenzuola che, tagliate in quadrati di cinquanta per cinquanta centimetri, hanno fornito la base per i lavori dei ragazzi.

Quindi con la collaborazione dell’insegnate di arte, la docente Emilia Orlandi, è stato avviato il laboratorio. È bello lavorare il questa scuola: il personale è molto attento e sempre disponibile e permette, nei limiti dell’impegno che è anche fisico,  leggerezza e tranquillità.

L'impagabile signor Vincenzo!

L’impagabile signor Vincenzo!

 

Venerdì 19 maggio abbiamo iniziato dipingendo con un mordente: il cotone, come i tessuti di origine vegetale, ha bisogno di un “aiuto” per attirare il colore.

I ragazzi hanno quindi usato stampi e pennelli dando vita a dei pannelli che saranno visibili solo dopo il bagno nel colore che abbiamo sperimentato venerdì 27 maggio.

particolare dei lavori eseguiti dai ragazzi prima del bagno di colore

particolare dei lavori eseguiti dai ragazzi prima del bagno di colore

particolare dei lavori eseguiti dai ragazzi prima del bagno di colore

particolare dei lavori eseguiti dai ragazzi prima del bagno di colore

Venerdì 27 maggio, prima del bagno di colore, abbiamo avuto come ospite Laura Vioni, l’erborista di Valeggio con un’esperienza che è di quattro generazioni di esperti.

Laura ha proposto ai ragazzi un’esperienza sensoriale delle erbe, accolta con grande entusiasmo dai ragazzi che hanno conosciuto così un mondo che è nuovo perché sconosciuto: stiamo perdendo infatti il contatto con ciò che ci circonda, il nostro paesaggio. Se non lo conosciamo come possiamo conservarlo?

L'erborista Laura Vioni durante l'incontro con i ragazzi della seconda a

L’erborista Laura Vioni durante l’incontro con i ragazzi della seconda a

Laura Vioni con l'insegnante di arte Emilia Orlandi

Laura Vioni con l’insegnante di arte Emilia Orlandi

Infine, il momento del colore.

Abbiamo usato le foglie di carciofo, i piccoli frutti e petali caduti dei melograni, bucce di cipolla gialla, fiori di iris.

È sempre impagabile l’attesa e l’uscita della stoffa dal pentolone!

I panni sono ad asciugare sullo stendino, andranno quindi lavati e stirati e… messi in bella mostra il giorno 11 giugno.

Dimenticavo: abbiamo fatto anche qualche piccola esperienza di piegatura, abbiamo cioè provveduto al colore per riserva, ovvero, si è piegata la stoffa perché al suo interno non prendesse colore.

Il giallo verde delle foglie di carciofo

Il giallo verde delle foglie di carciofo

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In conclusione: quello che porto a casa da questa esperienza non è l’aver trasmesso qualcosa a dei ragazzi, ma essermi trovata su di un ponte con un mondo dimenticato, quello di questi magnifici adolescenti pieni di vita, di curiosità, creativi e pronti a mettersi in gioco. Grandi!

Vi invito tutti a vedere i loro lavori, ne vale la pena!

Ci troverete in piazza a Valeggio il giorno 11 giugno: saremo proprio in centro e ci riconoscerete perché saranno esposti proprio questi lavori dei ragazzi della seconda A e perché lavoreremo a maglia in pubblico (ma questa è un’altra storia…).

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