11 giugno a Valeggio: Knit Cafè all’aria aperta. Storie e incontri inusuali

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Cosa hanno in comune un giovane, coloratissimo artigiano/stilista e una merceria storica conosciuta come “dalla Veneranda”? Perché un’associazione culturale organizza eventi con negozi? Infine, chi è Veneranda?

Andiamo con ordine.

L’idea del Knit Cafè all’aria aperta è nata da Simone Villa, titolare del laboratorio artigianale Rioth Clothing che si trova in via dei Filippini 10 a Verona. Infatti, il 10 giugno è la giornata mondiale del lavoro a maglia in pubblico: approfittando della festa in piazza che vede protagoniste le associazioni di Valeggio, abbiamo spostato l’evento il giorno 11 giugno, ospiti della merceria storica che tutti conoscono in città come “dalla Veneranda”, anche se oggi la titolare è la giovane Anna Buniotto.

Se qualcuno fosse ligio alle date e volesse sferruzzare il giorno 10 giugno, allora l’appuntamento è a Castelnuovo del Garda!

Ho conosciuto Simone tramite la MAG. Oltre ad essere un artigiano molto creativo nel proprio lavoro, organizza bellissimi eventi che vi consiglio di seguire.

Installazione di Simone Villa "Filo rosso d'amore" in collaborazione con il Club di Giulietta, 20 maggio 2017

Installazione di Simone Villa “Filo rosso d’amore” in collaborazione con il Club di Giulietta, 20 maggio 2017

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Come associazione La Quarta Luna, siamo stati ospitati altre volte in alcuni negozi di Valeggio: abbiamo organizzato negozi temporanei di abbigliamento etico presso LB collezioni e l’erboristeria di Laura Vioni Natura per te, mentre il vivaio Miglioranzo Garden ci ha ospitato per alcuni laboratori.

La nostra bella piazza molto spesso è vuota, così come alcuni dei quartieri storici di Verona: il quartiere Filippini dove ha sede il negozio di Simone Villa ne è un esempio. È un peccato, perché proprio i piccoli negozi rappresentavano fino a non molti anni fa anche il motivo per ritrovarsi e fare quattro chiacchiere, oltre a chiedere consiglio su cosa acquistare. Non può esserci comunità se non ci si frequenta…

Abbiamo quindi deciso di scendere in piazza e creare la “scusa” per stare un po’ assieme e magari chiacchierare per conoscerci.

Vi piace l’idea?

La bella piazza di Valeggio, troppo spesso vuota

La bella piazza di Valeggio, troppo spesso vuota

Un tempo i negozi di riferimento di un paese erano conosciuti con il nome del proprietario: non si andava solo ad acquistare cose, ma a incontrare delle persone.

Anche un’altra bella merceria sempre in piazza a Valeggio ha conservato il nome della proprietaria, Assunta, un altro bel nome antico.

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Rimane insoluta la terza domanda: chi era Veneranda? Abbiamo chiesto ad Anna di raccontarsi…

Buongiorno, sono Anna, vorrei raccontarvi la storia del mio negozietto, qui a Valeggio sul Mincio…

Inizia nel secolo scorso, quando la mia bisnonna Veneranda, rimasta vedova da giovane con due bimbi in tenera età, decise di aprire una merceria in piazza Carlo Alberto, utilizzando quello che allora si chiamava tinello e che era l’entrata delle abitazioni.

Questo avveniva nel 1937; la mia nonna Alfea aveva 11 anni. Da allora questo spazio divenne anche la sua vita. Ha amato molto il suo lavoro, le piaceva il contatto con le sue clienti, con le quali chiacchierava volentieri, tante figure femminili che si muovevano in quel microcosmo che era allora il nostro paese.

Di anno in anno, la vita trascorreva tranquilla. Io sono cresciuta in questa casa e in questo negozio: fin da piccola ho respirato l’atmosfera magica degli addobbi per le feste, i colori vivaci dei nastri scintillanti, la morbidezza delle lane, le mille sfumature dei cotoni… Ed oggi eccomi qui!

Nel 2009 nonna Alfea ha avuto problemi di salute e per me è stato naturale sostituirla nella gestione; è un privilegio raro che la propria passione coincida con il proprio lavoro: questo è accaduto a me.

Anna con la nonna Alfea in una foto di qualche tempo fa. Si trovano davanti al "negozietto", una volta il tinello dell'abitazione di famiglia

Anna con la nonna Alfea in una foto di qualche tempo fa. Si trovano davanti al “negozietto”, una volta il tinello dell’abitazione di famiglia

Mi piace scegliere i prodotti da proporre, conversare con le clienti per cercare di capire le loro esigenze, trovare esattamente i prodotti che mi hanno chiesto… posso considerare molte di loro amiche, perché tra i gomitoli di lana, i nastri di raso, i fili da ricamo, nascono pensieri, scambi reciproci, racconti, confidenze… una di loro è Paola, con cui abbiamo immaginato e progettato queste attività… orsacchiotti…a cui si aggiungeranno nel tempo corsi di cucito, maglia e uncinetto; corsi sul punto croce, sulla tecnica del macramè, laboratori per la creazione di gioielli…

Tutto questo nella nostra bella piazza, piena di sole, di ricordi, di chiacchiere lontane, quando, mi racconta la mia mamma, nelle sere d’estate, davanti all’uscio di questo negozio, le donne portavano una sedia e chiacchieravano tra di loro, nelle tiepide sere di primavera e nelle calde serate estive, in un tempo non troppo lontano da noi, fatto di lentezza e di tranquilla semplicità.

Copia di nonna Alfea e Anna 2, bis Valeggio

Simone e Anna, due mondi apparentemente lontani: un giovane designer e una ragazza che ci racconta la sua storia che ha il sapore dei racconti antichi…

Ma è proprio dal bellissimo racconto di Anna che cogliamo il filo che unisce queste storie: “è un privilegio raro che la propria passione coincida con il proprio lavoro” e ancora, ” perché tra i gomitoli di lana, i nastri di raso, i fili da ricamo, nascono pensieri, scambi reciproci, racconti, confidenze.”

Quindi si lavora a maglia, si intrecciano storie, si fa allenamento per ritornare ad essere una comunità di persone che hanno nomi, sogni, voglia di stare assieme.

Grazie Simone, grazie, Anna.

 

 

 

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