Verona in trasformazione: il villino di Giuseppe Zamboni in Valdonega

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Gli studi non hanno sempre un percorso lineare: si devono raccogliere fili che indichino dove cercare le notizie, i dati che servono alla conoscenza di un edificio e dei suoi possessori. Fili che sono parte di storie.

Nel testamento di Giuseppe Zamboni del 1929, è nominato un villino in Valdonega che finora non siamo riusciti a localizzare.

In occasione delle ricerche per la mostra Verona in Trasformazione 1920/1960, è stato recuperato anche questo tassello con il ritrovamento del progetto e il nome dell’ingegnere che ha curato i lavori.

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Questa storia la racconteremo un’altra volta. Adesso preme notare che questi ritrovamenti non sono solo annotazioni, piccole curiosità, ma sono anche questi alcuni dei fili che conducono a legami più profondi con un mondo culturale che rischiamo di perdere se non sono approfonditi. Le costruzioni, i  rapporti con i personaggi che gravitano attorno alla famiglia Zamboni, le vicende personali, sono parte integrante anche della villa che conosciamo (ancora poco) a Valeggio.

Giuseppe Zamboni non era solo un ricco possidente che viveva di rendita, ma un uomo del suo tempo, con molti legami con il mondo culturale e sociale.

Villa Zamboni non è solo un mucchio di sassi, il passato non va dimenticato: i segni devono essere conservati per non rischiare di perdere ciò che di grande ed emozionante ci ha preceduto e ha reso la nostra città unica e straordinaria.

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