Orti di zolle e di stelle…

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E’ possibile cambiare il mondo? Una domanda grossa…

Personalmente credo che scegliere di mettersi in campo per un futuro migliore sia molto più realistico che non accontentarsi di stare a guardare aspettando che siano gli altri a cambiare, magari criticando e coltivando la sfiducia.

Certamente con le sole buone intenzioni e le singole forze si ottiene poco! Una soluzione è quella di unirsi e fare rete per raggiungere obiettivi comuni.

Un esempio è la MAG, Società Mutua per l’Autogestione: abbiamo avuto la fortuna di poter partecipare a un loro importante progetto allargato, “Cooperiamo per l’Economia del Buon Vivere Comune”Un bel progetto, molto ampio, potete consultarlo qui: Cooperiamo_brochure_WEB.

Questo progetto, vincitore di un bando finanziato con fondi europei indiretti tramite la Regione Veneto, è finalizzato proprio a creare nuove forme di economia, promuovendo la formazione e l’assistenza a iniziative che siano in accordo con lo scopo del progetto stesso.

"Danzare" opera di Paola Zinnamosca, tratta dal sito web dell'associazione Antiche Contrade

“Danzare” opera di Paola Zinnamosca, tratta dal sito web dell’associazione Antiche Contrade

Il progetto Cooperiamo prevede, tra le molte attività, un’attività di formazione da proporre alle scuole del territorio. Legando i nostri interessi specifici su villa Zamboni a precedenti collaborazioni con l’Istituto Murari, abbiamo interpretato lo spirito del progetto Cooperiamo iniziando lo scorso anno a progettare un laboratorio per far sperimentare ai ragazzi un nuovo approccio verso pensieri e modelli produttivi solitamente tenuti al margine del sistema economico.

In pratica, i ragazzi delle seconde classi della scuola Jacopo Foroni semineranno piante da orto e tintorie, seguiti da Antonio Tesini, presidente della cooperativa Cà Magre. Vorrei spendere due righe in più su questa scelta che non è solamente quella di un tecnico esperto, ma di una persona che da alcuni decenni porta avanti con successo un modo di essere imprenditore nel settore dell’agricoltura biologica. Tratto dal sito della cooperativa:

Crediamo nell’autogestione del lavoro, rifiutiamo il profitto per pochi, investiamo gli utili per creare nuova occupazione.

Ci consideriamo “custodi” della Terra  e non padroni. Operiamo perché le piante da noi coltivate diventino un ponte tra “Padre Cielo” e “Madre Terra”.

Sviluppiamo progetti di tutela ambientale, iniziative culturali e artistiche, recupero delle tradizioni contadine.

Siamo convinti che questi aspetti siano un aiuto concreto e un viatico indispensabile per coltivare “secondo Natura”

Ci consideriamo “custodi resistenti”.

   

"Danzare" dell'artista Paola Zinnamosca, tratto dal sito dell'associazione Antiche Contrade

“Danzare” dell’artista Paola Zinnamosca, tratto dal sito dell’associazione Antiche Contrade

Alla piantumazione seguiranno  tre laboratori con:

Valentina Ferrarini : oltre alla laurea in biotecnologie vegetali, Valentina ha una grande esperienza nell’estrazione e uso dei colori dai vegetali: guiderà i ragazzi  nella tintura vegetale, utilizzando lo stesso tipo di piante seminate in precedenza;

Chiara Reggiani : restauratrice e artista farà sperimentare, tramite la pittura, la bellezza e l’armonia che esiste nel mondo vegetale anche nelle sue particelle più piccole e invisibili.

Luisa Fazzini : professoressa nell’Istituto Murari e responsabile Educazione Slow Food Veneto, proporrà un’indispensabile riflessione sui temi dalla giornata, soprattutto collegandoli alla questione della cittadinanza attiva.

Grazie al progetto Cooperiamo, l’associazione La Quarta Luna è stata sostenuta da MAG anche nel percorso dedicato alla rigenerazione di un bene comune, villa Zamboni. Tramite i consulenti MAG e uno studio legale abbiamo studiato e redatto alcuni documenti da presentare all’Amministrazione Comunale e ai suoi tecnici per arrivare a realizzare e a gestire una fondazione di partecipazione che renda pubblico l’uso di villa Zamboni.

Cosa succederà alle piantine che saranno seminate nella scuola il 16 aprile? Il progetto originario prevedeva di spostare la piantumazione nel cortile della villa, a ridosso del cancello in modo che non vi fosse pericolo causato dallo stato della villa stessa. Questa scelta si basava sul desiderio di ripristinare il giardino pensile della villa trasformandolo in un orto condiviso tra scuola e cittadini.                                       

Il giardino pensile di villa Zamboni. Particolare

Il giardino pensile di villa Zamboni. Particolare

Ci è stato di recente comunicato che non ci è possibile accedere a nessuna parte della villa. Inoltre, durante l’assemblea pubblica del 16 febbraio 2018 dedicata al futuro polo scolastico, il sindaco ha dichiarato che villa Zamboni sarà inserita nel fondo immobiliare destinato a sostenere le spese per la costruzione della nuova scuola.

La nostra associazione rimane fermamente ancorata alla convinzione che la villa debba essere destinata alla comunità, sia per il lascito di Giuseppe Zamboni che per la sua particolare storia. Sono personalmente convita che anche la maggior parte dei valeggiani nutra lo stesso sentimento nei confronti di questa nostra casa.

Per ritornare alle nostre piantine e alla domanda sul loro utilizzo futuro, abbiamo scelto di seminare con i giovanissimi secondo un criterio di sostenibilità e bellezza: facciamo crescere questi semi e, sicuramente, troveremo la loro sistemazione migliore, magari coinvolgendo i nostri concittadini.

 

 

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