Villa Zamboni: perché tanto accanimento?

0

Una storia di devastazione incomprensibile, una brutta storia. Esiste una villa a Valeggio che l’ultimo proprietario ha destinato ai suoi concittadini. Rispondendo ad una raccolta fondi e partecipando a vari eventi i valeggiani hanno spinto i propri amministratori e in parte finanziato il restauro di un soffitto dipinto che, senza questo intervento, oggi non esisterebbe più: un chiaro segno di interesse dei cittadini per la villa!

Cosa sta succedendo? All’inizio del 2017 il Comune decide di intervenire sul muro che sostiene il giardino della villa per il distacco di alcuni sassi che pregiudica la sicurezza di chi transita lungo la via che costeggia il giardino stesso. Quindi si procede allo scavo della parte di giardino attaccato al muro che costeggia via Zamboni.

Nell’agosto dello stesso anno, in un articolo del quotidiano l’Arena, il sindaco Angelo Tosoni e il progettista incaricato dei lavori, architetto Valerio Pedroni, dichiarano che nel corso dei lavori di messa in sicurezza si è deciso che un tratto di muratura “di fattura posteriore, rappresenta una situazione di reale pericolo”, quindi è stata demolito. Al suo posto sarà inserito “un parapetto metallico di fattura simile all’esistente”. L’Arena 13.8.17 p. 30 copia

Ma, la soluzione più importante, è quella di non riempire lo scavo, ma di valorizzare la muratura riconsolidata lasciandola a vista. Infatti, “è emerso che la muratura (…) in realtà ha le caratteristiche di un muro difensivo interconnesso con altre strutture presenti nel sottosuolo.(…)la muratura infatti (…) risultava intonacata”.

Scoperta archeologica. Ciò che resta del Serraglio è stato rinterrato, le mura del castello prossime alla villa, così come la Gherla, stanno crollando: si è deciso invece di investire il denaro pubblico per valorizzare il muro di contenimento del giardino che è interamente visibile dal lato strada. Una così importante scoperta avrebbe forse meritato di essere condivisa in una serata pubblica con la cittadinanza.

C’è da segnalare una mappa disegnata da ufficiali del genio dell’esercito francese (solitamente molto precisi) del 1735 e pubblicata da Cesare Farinelli: è rappresentato il castello con un pendio verso la città, ma nessun muro medioevale.

Inoltre, il muro scoperto è semplicemente di sassi, senza intonaco o altri reperti notevoli.

Il muro di sassi che dovrebbe diventare la nuova attrazione turistica di Valeggio

Il muro di sassi che dovrebbe diventare la nuova attrazione turistica di Valeggio

La soprintendenza. Italia Nostra, sezione di Verona, segnala l’anomalia alla Soprintendenza che, con un documento datato 8 settembre 2018, protocollo n. 23475, a firma del Soprintendente dottor Fabrizio Magnani, invia una comunicazione al Comune di Valeggio sul Mincio riguardante villa Zamboni dove si

AUTORIZZA l’intervento delle opere in progetto, finalizzate al consolidamento ed alla messa in sicurezza della struttura muraria di cui trattasi.

In ordine alle operazioni più prettamente di restauro (…), prima di intraprendere le stesse, s’invita codesta Amministrazione comunale a meglio ponderare l’iniziale scelta di lasciare a vista muratura in questione laddove, sulla scorta di più accurate valutazioni che l‘Ufficio scrivente ha potuto effettuare sulle caratteristiche e sulla consistenza della medesima struttura muraria, apparirebbe più congruo, allo stato delle cose, prevederne il rinterro in modo da riportare l’assetto del giardino di villa Zamboni alla sua configurazione originaria.

Come risponde il Comune. Dicembre 2018: il terreno dello scavo di villa Zamboni viene regalato per sistemare il giardino di una villa privata a Salionze. Il trasporto e la sistemazione sono pagati con denaro pubblico.

IMG_3483 lr

Conclusioni. Per evitare che la villa crolli serve sistemare il tetto, unica operazione mai intrapresa. Pensare che un buco nel giardino attiri più turisti che non un’area verde ben tenuta nella quale si possono organizzare eventi, mi sembra un’ipotesi quanto mai azzardata.

La stessa operazione di rovinare un giardino è incomprensibile, soprattutto pensando al deprezzamento della proprietà in vista di una cessione a privati.

Sembra quasi che si voglia aggirare il vincolo facendo crollare la villa, per poi cederla per pochi spiccioli a dei privati e (finalmente!) togliersi il pensiero: non può essere, perché l’Ente pubblico è obbligato a tutelare il proprio patrimonio storico artistico!

Quale sarà la visione dietro a queste operazioni? Io non so trovare risposte.

Share.

Leave A Reply